Acqua. La bolletta no, il sollecito sì: dopo 20 anni Acea non riesce ancora a recapitare le fatture agli utenti

Cesidio Vano
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La bolletta da pagare è arrivata con 15 giorni di ritardo. Il sollecito per il mancato pagamento è stato invece recapitato puntualmente a casa dei malcapitati. Dopo 20 anni di gestione del servizio idrico, la consegna per tempo delle bollette dell’acqua resta un miraggio. E se la circostanza è un vero problema per gli utenti, soprattutto per quelli più anziani e meno avvezzi all’uso del web, rischia di diventare un ‘vantaggio per Acea’ che puntualmente applica la mora alle bollette non pagate e il recupero delle spese di sollecito, arrivando ad aggiungere dai 10 ai 20 euro sulle successive fatture, anche se il pagamento in ritardo è dovuto proprio all’incapacità dello stesso gestore di recapitare per tempo il bollettino.

L’azienda idrica, infatti, da anni spinge per il passaggio alla bolletta digitale e per l’addebito diretto sul conto, ma l’utenza più longeva ha poca confidenza con i mezzi informatici (mail, app, ecc.). Inoltre, viste le cifre stratosferiche che all’improvviso capita che l’Acea richieda per conguagli ed arretrati, sono in pochi quelli che si fidano di lasciare il conto ‘aperto’ in mano al gestore. Ad ogni modo, il disservizio segnalato si sta verificando in questi giorni in diversi Comuni della Ciociaria, a partire dallo stesso Capoluogo, ma anche in centri più piccoli e periferici, come il comune di Alvito, da dove ci sono giunte alcune puntuali segnalazioni. E, come detto, non è una novità. Proprio da Frosinone sono arrivate le proteste in merito al mancato recapito della bolletta (o al recapito della stessa quando era ormai scaduta da giorni). Anche ad Alvito si registrano gli stessi problemi: i portalettere stanno consegnando diverse comunicazioni di sollecito per il mancato pagamento delle fatture in scadenza a fine marzo. “Il problema è che quelle bollette sono arrivate solo a metà aprile e chi le ha pagate lo ha fatto necessariamente in ritardo” precisa un utente. Acea Ato 5, però, non tiene conto di questa sua carenza organizzativa e i suoi sistemi di gestione, trascorsi 10 giorni dal termine per il pagamento, se non è stato registrato il relativo incasso, fanno partire in automatico la lettera si sollecito, a cui segue a breve la raccomandata di messa in mora con l’avviso di imminente distacco della fornitura e con annessa grande incavolatura dei destinatari. La cosa strana e che il sollecito viene sempre recapitato, la bolletta no. Diceva qualcuno che a pensar male di fa peccato ma spesso si indovina. E, da Frosinone ad Alvito, c’è anche chi ha iniziato a pensar male: “Dato che Acea applica mora e recupero spese a chi paga in ritardo, non è che tutti questi disservizi restano tali per incassare molto di più ad ogni fatturazione?”. Il dubbio resta. Come resta la perplessità sul fatto che tutte le altre utenze (telefoniche, internet, gas, elettricità, ecc.) arrivino per tempo e puntualmente, mentre l’unico fornitore che ha un’atavica difficoltà a consegnare le bollette è Acea Ato 5. Dopo 20 anni di gestione, anche su questo punto, non si è fatto un passo avanti.
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