Frosinone – Uniti contro la violenza di genere, in Prefettura sottoscritto importante documento (VIDEO)

Irene Mizzoni
9 MIn Lettura
Momenti di grande commozione ieri pomeriggio presso la Prefettura di Frosinone dove i Centri Antiviolenza della Provincia di Frosinone e le Forze dell’Ordine hanno firmato un importante atto aggiuntivo al protocollo sottoscritto nel maggio 2022. Alla base del nuovo documento c’è la volontà delle Istituzioni in campo di contribuire concretamente al sostegno di chi è vittima di violenza. Alla manifestazione hanno presenziato le massime autorità militari e civili. Tra queste il dottor Domenico Condello questore di Frosinone ed il comandante dei carabinieri Alfonso Pannone. Si tratta di un protocollo che porterà le vittime di violenza ad una tutela sempre maggiore da parte delle forze di polizia.

Con il documento aggiuntivo sottoscritto ieri la Questura di Frosinone e il Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Frosinone si impegnano a: • sensibilizzare adeguatamente i propri operatori in occasione di acquisizione di notizie di reato relative ad episodi di violenza alle donne e violenza di genere; • assicurare che la raccolta delle denunce di cui sopra avvenga in condizioni di rispetto della riservatezza ed in ambienti consoni a tale scopo, considerata la particolare condizione di fragilità psicologica in cui si trova la vittima di una violenza; • favorire la partecipazione dei propri operatori a momenti di formazione ed aggiornamento promossi nell’ambito delle attività sviluppate in tal senso secondo il presente protocollo; • fornire gli elementi e i dati necessari alla raccolta ed elaborazione delle statistiche relative all’andamento del fenomeno, nel rispetto del segreto istruttorio e d’ufficio e delle disposizioni in materia di tutela della riservatezza, al fine di consentire un costante monitoraggio dello stesso e l’attuazione di iniziative in linea con le finalità del presente protocollo; • fornire alla vittima tutte le informazioni relative al centro antiviolenza presente sul territorio; • ad effettuare tempestivamente la valutazione del rischio di reiterazione e/o aggravamento del reato e le comunicazioni attinenti ad eventuali misure cautelari a salvaguardia della vittima. La Questura si impegna, inoltre, ad allegare ai provvedimenti di ammonimento adottati dal Questore l’individuazione delle strutture dell’ASL addette ai percorsi riabilitativi e terapeutici, sia per i soggetti autori delle violenze e/o minacce, sia per le vittime. L’Asl si impegna a comunicare alla Questura l’avvenuta presa in cura dei soggetti destinatari dei provvedimenti di ammonimento. Le organizzazioni antiviolenza si impegnano a garantire le seguenti attività presso i centri antiviolenza e le case rifugio: 1. Ascolto: Prima accoglienza attraverso colloqui telefonici, online e/o incontri in presenza; 2. Informazione e supporto: dopo un primo ascolto vengono fornite le prime informazioni utili alla donna rispetto al percorso che può costruire insieme con il Centro e ai suoi diritti rispetto alle leggi vigenti; 3. Orientamento sociale: sostegno, accoglienza e accompagnamento alle donne in situazioni di violenza attraverso colloqui strutturati volti a costruire insieme un percorso personalizzato di fuoriuscita dalla violenza; 4. Supporto psicologico: sostegno nell’elaborazione del vissuto violento attraverso percorsi individuali e/o tramite gruppi di auto mutuo aiuto; 5. Supporto legale: colloqui di informazione e di orientamento di carattere legale sia in ambito civile che penale, di immigrazione e lavoro, assistenza attraverso i propri legali nei vari procedimenti e supporto per l’accesso al gratuito patrocinio; 6. Ospitalità in protezione presso le case rifugio per donne sole e/o con figli/e; 7. Collegamento al 1522 e reperibilità telefonica H24. Le organizzazioni antiviolenza, previo consenso della donna, si raccordano: 1. con i servizi territoriali competenti per la tutela dei minori e per il sostegno alla genitorialità; 2. con i servizi sociali e con i centri per l’impiego per individuare percorsi di inclusione lavorativa e per favorire l’autonomia economica e l’orientamento al lavoro; 3. con gli enti locali e le agenzie per la casa, attraverso convenzioni e protocolli, per l’orientamento all’autonomia abitativa. Gli enti gestori delle strutture antiviolenza della provincia, in qualità di soggetti essenziali per il funzionamento delle reti territoriali interistituzionali antiviolenza: 1. assicurano ad ogni donna un percorso personalizzato di protezione e sostegno, strutturato e definito con lei nel rispetto dei suoi tempi e della sua autodeterminazione; 2. si avvalgono della collaborazione della rete dei servizi pubblici e privati presenti nel territorio per favorire un approccio integrato atto a garantire il riconoscimento della violenza subita nelle sue diverse dimensioni sotto il profilo relazionale, fisico, psicologico, sessuale, sociale, culturale ed economico; 3. utilizzano gli strumenti disponibili a livello nazionale per la valutazione del rischio; 4. partecipano alle reti territoriali antiviolenza e laddove non già esistenti contribuiscono a promuoverne la creazione al fine di garantire alle donne in situazioni di violenza e ai loro figli un’adeguata informazione, protezione e assistenza, e il raggiungimento dell’autonomia economica, lavorativa e abitativa; 5. promuovono azioni di sensibilizzazione e conoscenza sul tema della violenza maschile contro le donne, a livello territoriale, inclusi i percorsi nelle scuole; 6. contribuiscono alla formazione di operatrici/ori dei servizi che a vario titolo entrano in contatto con le donne in situazioni di violenza, anche al fine di evitare fenomeni di vittimizzazione secondaria. Il Protocollo d’intesa per “la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno della violenza di genere” stipulato il 12.5.2022 è integrato nella parte relativa all’Azienda Sanitaria Locale come di seguito riportato: L’Azienda Sanitaria Locale provvede ad informare la Questura sulla avvenuta presa in cura dei soggetti segnalati, instaurando scambi informativi con la predetta Questura. E’ stato presentato altresì il progetto “Mani in pasta contro la violenza”, un progetto nato all’interno del protocollo interistituzionale firmato il 12 maggio 2022 da Prefettura, Procura, Provincia (attraverso l’Azienda Speciale Frosinone Formazione e Lavoro), Asl e Ordine degli Avvocati di Frosinone. Si tratta, nel dettaglio, di un progetto che ha l’obiettivo di restituire alle donne vittime di una dignità anche professionale attraverso il loro reinserimento nel mondo del lavoro. A tenere i corsi sono due tutor d’eccezione: Roberta Pezzella e Matteo Dolcemascolo. La prima è una giovane e affermatissima professionista nel mondo della panificazione, allieva di Heinz Beck e Gabriele Bonci, premiata dal Gambero Rosso con i ‘Tre Pani’ e il ‘Pane dell’anno’ 2022 e titolare dell’attività ‘PezZ de Pane’ nel cuore di Frosinone. Lui è un’altra eccellente risorsa del territorio nel settore della pasticceria: Matteo Dolcemascolo, insignito del premio speciale di miglior Pasticcere Emergente d’Italia dalla Guida Pasticceri e Pasticcerie 2021 del Gambero Rosso (suoi sono anche il Miglior Panettone Artigianale 2017, il Miglior Pandoro Artigianale 2018 e Miglior Panettone Artigianale d’Italia 2019). Due gli obiettivi principali del progetto: il primo, e più cogente, è quello di restituire alle donne vittime di violenza quella dignità e quella possibilità di inserimento sociale e lavorativo che sono diritti di ogni persona. L’altro, direttamente collegato alla natura del progetto, riguarda il tessuto imprenditoriale del territorio: le aziende che assumeranno le figure formatesi attraverso questi corsi, risponderanno all’esigenza di redigere il bilancio sociale e rispettare il codice etico, certificando il loro impegno sul territorio e per il territorio in ambito sociale. TG24 HA SEGUITO L’EVENTO CON LE PROPRIE TELECAMERE. GUARDATE IL NOSTRO SERVIZIO DI PAOLO PETICCA.
Condividi questo articolo
Nessun commento