L’Abbazia di Montecassino patrimonio mondiale dell’umanità Unesco

Paola Polidoro
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(di Paola Polidoro) È iniziato ufficialmente il percorso che porterà la casa di Dan Benedetto ancora di più nella storia dell’umanità.

Il percorso è iniziato insieme ad altri otto monasteri benedettini sparsi tra Lombardia (San Pietro al Monte), Piemonte (Sacra di San Michele), Lazio (Subiaco e Farfa), Molise (San Vincenzo al Volturno), Campania (Sant’Angelo in Formis) e Marche (San Vittore alle Chiuse). “Diventare ufficialmente patrimonio dell’umanità, nel segno del riconoscimento Unesco è un vero e proprio sogno”. Spiega l’assessore alla Cultura della città martire, Danilo Grossi. “E con il voto all’unanimità del Consiglio comunale di Cassino giunto nella serata di ieri, che ringrazio, si ufficializza questo percorso iniziato ormai da qualche tempo dal sindaco Enzo Salera e dalla sua amministrazione e che porterà tutto il territorio della città e del Lazio Meridionale a fare un ulteriore salto di riconoscibilità internazionale”. Ad accomunare i monasteri, c’è il fatto che sorgono in contesti paesaggistici di rilievo, “emblema degli eccezionali valori universali espressi dal monachesimo benedettino”. “Il prossimo passo – aggiunge Grossi – sarà quello di presentare il progetto al Ministro della Cultura Sangiuliano a maggio per poi arrivare alla nomination ufficiale di Parigi”. Spiega il sindaco Salera: “Ieri sera con il voto unanime del Consiglio comunale di Cassino abbiamo dato l’avvio ufficiale alla candidatura di Montecassino a patrimonio mondiale dell’ Umanità dell’UNESCO insieme ad altri monasteri benedettini. Il primo marzo scorso, io ed i colleghi sindaci di Subiaco, Capua, Rocchetta al Volturno, Castel S. Vincenzo, Fara in Sabina, Civate, Genga e Sant’Ambrogio di Torino, avevamo scritto ai rispettivi governatori regionali per chiedere pieno sostegno all’inserimento, nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco, della nostra amata Abbazia e degli altri insediamenti benedettini del pe-riodo altomedievale. Ed il fatto che il monastero che svetta su Cassino, fondato da San Benedetto quasi 1500 anni fa, il luogo dove fu scritta la Regola benedettina, il più eccezionale esempio di monachesimo occidentale decantato persino da Dante Alighieri nella Divina Commedia, non fosse già incluso nel Patrimonio Unesco era una grave mancanza. Per noi cassinati l’Abbazia è una presenza talmente costante nelle nostre vite, nella nostra quotidianità, che a volte non ci rendiamo conto, appieno, della sua eccezionale importanza, della sua influenza sulla Cultura e sulla civiltà europea. Capitale di un patrimonio intellettuale ed artistico immenso, fonte insostituibile del Sapere oltre che di spiritualità, ma anche modello di sviluppo sostenibile ante litteram, il Monastero di Montecassino è centrale nella Storia d’Europa tanto oggi quanto ieri. E con la candidatura seriale Unesco approvata ieri dal Consiglio Comunale all’unanimità, puntiamo, come mai avvenuto in passato, a far sì che il monumento-simbolo di Cassino assurga al ruolo di riferimento che merita in Italia e nel Mondo. D’altronde se l’Italia è il Paese con il maggior numero di Patrimoni Unesco, è anche grazie al peso avuto nella cultura occidentale, dalla Regola, dalla figura San Benedetto e da un luogo, Montecassino, da cui si irradiarono in Europa, in un modo tutto nuovo, conoscenza, arte, cultura. Per ottenere l’inserimento nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Abbazia di Montecassino e degli altri insediamenti benedettini, collaboriamo costantemente con i comuni, le regioni, le Università e le istituzioni coinvolte affinché, prima del 2029, in occasione del 1500esimo anniversario della fondazione del monastero di Montecassino, ci si possa fregiare del più alto riconoscimento Unesco. Questo è il sogno che intendiamo realizzare per la nostra Città. Gli occhi del mondo sono puntati su di noi”.
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