(di Alessandro Iacobelli) Canta Napoli, scudetto bis all’ombra del Vesuvio. Stagione 1989-1990, quella che porterà ai Mondiali in salsa italiana dominati dalla colonna sonora ‘Notti Magiche’ intonata a squarciagola dalla stana coppia Bennato-Nannini.
Maradona, ormai in rotta con il patron Ferlaino, ancora delizia il popolo campano. Voci, pettegolezzi e sospetti iniziano a girare con insistenza sul capo del numero 10. Ciononostante il Pibe de Oro non delude l’amore sconfinato che la gente del San Paolo continua a dimostrare. Dall’annata del primo trionfo (1986-1987) tante cose sono cambiate. Intanto l’allenatore: via Bianchi, dentro Albertino Bigon.
Nel maggio del 1989 gli azzurri hanno alzato al cielo la prima e unica Coppa Uefa della storia dopo lo scontro in finale contro lo Stoccarda. A Soccavo sono atterrati i vari Alemao, Crippa e Careca. Nel mercato estivo che porterà al secondo titolo tricolore sbarcano poche ma significative pedine come il difensore Baroni, il centrocampista Massimo Mauro e il giovane fantasista Gianfranco Zola. Ai saluti invece il metronomo Francesco Romano destinazione Torino. Il campionato però è più complesso del previsto. Il Napoli vola fino al culmine del girone di andata per poi accusare un vistoso calo di rendimento. I partenopei cadono in rapida successione contro Lazio, Milan e Inter abbandonando la vetta in classifica.
Carnevale e compagni non mollano comunque la presa. Il nuovo cambio della guardia si materializza a quattro turni dal termine. Il Milan non va oltre il pari a reti bianche sul campo del Bologna. Stessa sorte per i campani in casa dell’Atalanta. Il risultato del match con i bergamaschi subirà però l’intervento del giudice sportivo che ordina il successo a tavolino degli azzurri per l’episodio della monetina caduta sulla testa del brasiliano Alemao. I colpi di scena regalano emozioni anche nelle ultime due giornate del torneo. La ‘fatal’ Verona gioca ancora brutti scherzi a Baresi e compagni: Diavolo ko 2-1 al Bentegodi. I ragazzi di Bigon dal canto loro superano senza patemi il Bologna al Dall’Ara 4-2. Si arriva quindi al 29 aprile quando un San Paolo stracolmo, appena ristrutturato per la rassegna iridata con la realizzazione della copertura totale, festeggia la truppa partenopea che sconfigge di misura la Lazio ed esulta per il secondo scudetto. Decisivo il gol siglato dal difensore ex Lecce Baroni su assist di Diego Armando Maradona. Sarà di fatto questo il canto del cigno dell’epopea napoletana targata Corrado Ferlaino. La Supercoppa italiana stravinta ai danni della Juventus di Maifredi costituirà l’inizio della fine di quella magia del Sud.
