(di Alessandro Iacobelli) Nostalgia al Granillo. La Reggina ha frequentato sovente i campi della massima serie. A cavallo tra anni ’90 e 2000 nel cuore della Calabria si sognava ad occhi aperti.
Stagioni più che dignitose e sfide appassionanti con big del calibro di Milan, Juventus, Inter, Roma e Lazio. Insomma, un bel vedere. Due campionati consecutivi tra il 1999 ed il 2001 seguiti da una retrocessione in cadetteria e il ritorno immediato in A nel 2002.
Nell’annata 1999-2000 la truppa guidata in panchina da mister Franco Colomba fa un figurone raggiungendo un 11° posto invidiabile. Sugli scudi due giovani talenti dal sicuro avvenire: Roberto Baronio e un certo Andrea Pirlo. Sì, proprio il metronomo scuola Brescia arriva in Calabria via Inter in prestito. Tra i pali l’esperto Taibi (attuale direttore sportivo amaranto). Difesa arcigna con i vari Cirillo, Stovini, Morabito e capitan Giacchetta. Ciccio Cozza assicura classe e fantasia a supporto di Kallon che successivamente vestirà pure la maglia dell’Inter.
Il rampante Pirlo tra le file calabresi disputa 28 gare siglando 6 reti. Nei piedi del centrocampista nativo di Flero si notano fin dal principio doti fuori dal comune. La Reggina gioca bene, diverte e raccoglie risultati utili per avvicinare la meta della salvezza tranquilla. Il patron Foti si coccola la sua creatura. Nella stagione seguente la musica cambia, Baronio e Pirlo traslocano verso altri lidi, e si materializza la caduta in B chiudendo al 15° posto.
La risalita è immediata. Al Granillo transitano altri assi che infiammano la platea come David Di Michele. La punta di Guidonia Montecelio classe 1976 a più riprese lascerà un lodevole ricordo di sé (34 marcature complessive in due differenti periodi). Per la permanenza in Serie A sarà decisivo lo spareggio vinto contro l’Atalanta (0-0 nel match di andata, 1-2 in trasferta al ritorno). Nel calciomercato estivo del 2002 era sbarcato nel profondo Sud il fantasista giapponese Nakamura, mancino fatato mago delle punizioni. In questa epoca svariati sono anche gli attaccanti goleador che offrono il loro contributo. Da Bonazzoli a Dionigi passando per Amoruso, Possanzini e Bianchi. Note positive fino al 2009, con la gestione targata Mazzarri a brillare per traguardi e soddisfazioni, quando la favola meridionale va in archivio.
