Autovelox. Veroli incassa 1,6 milioni l’anno (3 volte più di M.S.G.C.) ma il Ministro annuncia la stretta

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) Veroli batte Monte San Giovanni Campano 3 a 1.

Il derby tra i due autovelox che sono rimasti attivi sulla superstrada Sora-Frosinone-Ferentino va alla città di Veroli che riesce ad incassare, in multe staccate per eccesso di velocità, circa 3 volte quello che porta casa, invece, la macchinetta installata dal confinante comune di Monte San Giovanni Campano. E ci sarebbe anche da chiedersi perché, visto che i due impianti per il controllo della velocità sono istallati sulla stessa superstrada a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro: con l’autovelox di Veroli che ‘controlla’ il traffico diretto verso Frosinone-Ferentino, mentre quello di Monte che ‘vigila’ sul flusso d’auto che viaggia verso Sora. Sembra quasi che chi va verso il Capoluogo corra di più o sia meno attento alla presenza delle ‘micidiali’ (per le tasche degli automobilisti) macchinette, rispetto a chi viaggia verso Sora. Ad ogni modo, i numeri sono questi e sono relativi agli incassi realizzati nel 2021, ultima annualità al momento disponibile (gli incassi 2022 dovrebbero essere resi pubblici entro la fine di maggio): il Comune di Veroli ha incassato con le multe da autovelox 1.608.669,91 euro nel dodici mesi dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021; il Comune di Monte San Giovanni Campano né ha incassati ‘appena’ 658.317,34! E, se i vigili urbani del comune monticiano hanno anche staccato contravvenzioni, per altre violazioni al codice della strada, per (appena) 481,40 euro; i vigili di Veroli, forse troppo impegnati a mantenere funzionale l’autovelox, non sono riusciti a fare nemmeno una multa per divieto di sosta (o almeno così risulta dai dati forniti al ministero dell’Interno). Un’altra stranezza. In provincia di Frosinone, sono rimasti tre gli autovelox fissi, autorizzati dalla Prefettura e pertanto in grado di sanzionare gli automobilisti in eccesso di velocità senza la necessaria contestazione contestuale. Si tratta appunto di quelli di Veroli al km 17+800 (direzione Ferentino) della S.S. “Maria Isola Casamari” e di Monte San Giovanni Campano al km 24+120 (ex 15+100) direzione Sora della medesima S.S. 214. C’è poi l’autovelox di Acuto, autorizzato sulla S.R. 155 “Raccordo Giuggi” tra le chilometriche dal 9 al 14 in direzione Fiuggi-Anagni. Il Comune di Acuto, nel 2021, ha dichiarato incassi per 204.143,36 (appena un ottavo di quanto incassato da Veroli) e anche in questo caso nessuna altra multa fatta se non con l’autovelox. Una ‘pacchia’ per le casse comunali, che però potrebbe finire a breve, visto l’orientamento già espresso dal Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, che nei giorni scorsi ha puntato il dito contro “una situazione sfuggita di mano” con “gli autovelox usati per fare cassa” tanto da annunciare “una revisione a breve e in tal senso del Codice della Strada”. Ovviamente Salvini non ce l’ha con Veroli, Monte e Acuto, ma affronta il caso in generale, in tutta Italia, e quindi anche rispetto ai nostri tre prolifici (in quanto a verbali) Municipi. A protestare, però, è anche il Codacons che ieri ha evidenziato: “Giusto garantire la sicurezza stradale e sanzionare duramente chi viola i limiti di velocità, ma troppo spesso in Italia gli autovelox vengono usati dagli enti locali come bancomat per prelevare denaro ai cittadini”. E l’associazione di tutela dei consumatori ha plaudito alle dichiarazioni di Salvini in tema di autovelox utilizzati dai comuni per fare cassa. “Solo nel 2021, in base ai dati ufficiali sui proventi delle sanzioni stradali pubblicati dagli enti locali, gli autovelox, nelle principali 21 città italiane, hanno generato incassi per 46,9 milioni di euro – affermano dal Codacons –. Il record spetta a Milano che, grazie agli strumenti di rilevazione automatica della velocità, ha elevato sanzioni per 12,9 milioni di euro, seguita da Genova (6,2 milioni di euro) e Torino (5 milioni). “La velocità eccessiva continua a produrre morti e meriti sulle nostre strade, e in tal senso gli autovelox, se installati correttamente e nel rispetto delle leggi, possono contribuire a salvare vite umane – afferma il presidente Carlo Rienzi –. Troppo spesso però il loro utilizzo non ha niente a che vedere con la sicurezza stradale, ed è finalizzato unicamente a coprire i buchi di bilancio dei comuni, con un doppio danno per i cittadini, tartassati dalle multe elevate da autovelox nascosti dietro alberi e siepi, senza beneficiare di un incremento della sicurezza sulle strade”.
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