Anagni – Ultima seduta di consiglio comunale, Necci vota contro ma garantisce il numero legale

Ettore Cesaritti
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Secondo le minoranze la seduta non poteva essere convocata, ed hanno chiesto al Prefetto di intervenire. La maggioranza ha deciso però di trattare due dei tre punti all’OdG, procedendo senza tentennare.

Presenti otto consiglieri, che con il sindaco consentivano il raggiungimento del numero legale. Nel dibattito sul secondo punto, il più spinoso, il consigliere Antonio Necci si diceva perplesso, e votava contro; senza alcun effetto, però, ché se avesse voluto veramente invalidarlo gli sarebbe bastato uscire dall’aula. Successivamente, lo stesso Necci inviava una nota sostenendo di aver votato contro a causa di mancato approfondimento dell’argomento. Così il consigliere comunale Antonio Necci: “In riferimento al voto contrario da me espresso in Consiglio Comunale, preciso che per motivi personali e di salute ho avuto difficoltà a leggere integralmente gli atti allegati e, quindi, a recepire i termini della questione presentata in votazione. Ero rimasto, pertanto, convinto che sussistessero, allo stato attuale, problematiche di tipo amministrativo che il TAR ha superato con una sentenza e sulle quali l’Ufficio Tecnico ha provveduto a relazionare. Ogni problematica è stata quindi scongiurata, così come ogni impedimento all’adozione dell’atto. Avendo compreso integralmente i termini della questione, nonostante io abbia espresso un voto dettato dalle ragioni di cui sopra, ritengo che l’operato della maggioranza sia stato e sia corretto in termini amministrativi”. Così invece, attraverso una nota, i consiglieri comunali Alessandro Cardinali, Nello Di Giulio, Fernando Fioramonti e Sandra Tagliaboschi che hanno inviato un esposto urgente al Prefetto di Frosinone chiedendo l’annullamento della convocazione della seduta del Consiglio comunale del giorno 24 aprile alle 12.30 e in seconda convocazione del 26 aprile alle 14.30. “La richiesta – spiegano – si basa sulla considerazione che il decreto legislativo n.267 del 18.08.2008 recita all’articolo 38, comma 5: ‘I Consigli durano in carica fino alle elezione dei nuovi, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare atti urgenti e improrogabili’. I comizi elettorali sono stati indetti il 9 marzo in vista delle elezioni comunali del 14 e 15 maggio. Secondo i quattro consiglieri di minoranza – si legge ancora nella nota -, come scrivono nell’esposto, i tre punti all’ordine del giorno del Consiglio convocato non possono essere annoverati tra gli atti urgenti e improrogabili, in quanto afferenti a una pratica edilizia di un privato, ad una variante dello strumento urbanistico per la realizzazione di un edificio privato e all’accorpamento al demanio stradale di una porzione di terreno utilizzato ad uso pubblico. Di qui l’esposto inviato al Prefetto chiedendo di intervenire adottando tutti i provvedimenti previsti dalla legge, a partire dall’annullamento della convocazione del Consiglio comunale”. E.C.
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