Egato Rifiuti: Fiuggi scrive un nuovo ricorso e la Regione ‘annulla’ la seconda delibera sulle quote

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) Il Comune di Fiuggi, tramite l’avvocato Fabio Raponi, depositerà entro sabato prossimo una nuova richiesta di sospensiva per tutti gli atti che hanno consentito l’istituzione dell’Egato dei rifiuti per la provincia di Frosinone (Egaf), oggi presieduto da Mauro Buschini.

La Regione Lazio, infatti, ha ammesso che lo schema di delibera di giunta, con cui l’esecutivo regionale uscente avrebbe voluto rettificare il precedente atto di attribuzione delle quote di rappresentanza ad ogni comune della provincia di Frosinone nell’Egato, non si è formalizzato e pertanto non è stato approvato “come Deliberazione di Giunta Regionale”. Lo scorso 10 febbraio, infatti, la Giunta uscente aveva esaminato una proposta di deliberazione tramite cui rettificare una prima delibera, approvata a novembre 2022, di assegnazione del ‘peso’ di ogni comune nell’ente di gestione dei rifiuti. Come noto, quella delibera di novembre è finita davanti al Tar, dove è insorto il comune di Fiuggi, guidato dal sindaco Alioska Baccarini, che tramite l’avvocato Fabio Raponi ne ha contestato la legittimità e la carenza di motivazione e trasparenza. In buona sostanza: l’atto non indicherebbe i dati, i calcoli e il metodo seguito per assegnare ad ogni comune la percentuale di partecipazione nell’Egato, sulla scorta della quale, tra l’altro, ogni Municipio deve versare la sua parte di soldi per il funzionamento dell’ente, mettendo la somma a carico dei cittadini con la Tari. La Giunta dimissionaria era corsa ai ripari, rettificando l’atto censurato da Fiuggi e inserendo tutti gli elementi che ne garantissero la trasparenza e la possibilità di verifica della corretta applicazione della normativa nel calcolo. Una rettifica che però non è riuscita a completare il suoi iter di approvazione, poiché il necessario parere della commissione regionale Rifiuti sul nuovo testo della deliberazione non è stato mai rilasciato, anche perché, tre giorni dopo che la proposta era passata in giunta, è stato eletto un nuovo consiglio regionale. La direzione regionale Rifiuti ha allora comunicato ai propri avvocati Rodolfo Murra e Rosa Privitera, che difendono l’ente della Pisana contro il comune di Fiuggi davanti al Tar, che la ‘nuova delibera’ di fatto non esiste: non è stata mai approvata come delibera di giunta. Un bel guaio per la battaglia legale davanti ai giudici amministrativi, proprio perché le linee difensive di Egaf e della Regione erano state costruite sull’esistenza di quella ‘rettifica’ delle presunte irregolarità lamentate dal Comune di Fiuggi. Insomma, la nuova delibera avrebbe consentito di superare le censure mosse e sanare il tutto. Ma quella delibera non esiste. E ora, in più, il tentativo di aver voluto correggere l’atto impugnato potrebbe rivelarsi un boomerang per la Regione e l’Egaf, che avrebbero così implicitamente ammesso l’esistenza dei ‘vizi’ evidenziati da Fiuggi. A margine di questa novità, c’è anche un altro problema: la delibera che la Regione dice non esistere è quella che l’Egaf ha preso a riferimento per chiedere ai 91 comuni della provincia di versare il milione e 200mila euro previsti nel bilancio 2023 e che servono al funzionamento dell’ente (800 mila circa solo per pagare stipendi e indennità a presidente e consiglieri). La ripartizione utilizzata è differente da quella indicata nella prima delibera di novembre ma, a questo punto, è anche inesistente. Le somme indicate ad ogni sindaco sono quindi sbagliate, spesso in eccesso. Con il nuovo ricorso e con la nuova richiesta di sospensiva, alla luce dei fatti sopravvenuti, il Comune guidato da Baccarini vuole ora chiedere al Tar di azzerare l’istituzione dell’Egato e annullare tutti gli atti emessi, a tutela soprattutto dei cittadini che si ritroveranno a dover pagare i 1,2 milioni necessari al funzionamento dell’ente con le bollette della Tari.
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