(di Cesidio Vano) Stop ai nuovi progetti per parchi eolici e a panelli solari nel Lazio: il governatore Francesco Rocca sposa in pieno la posizione del sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi che ha lanciato una vera e propria crociata contro gli impianti per le energie rinnovabili (pale eoliche e distese di celle fotovoltaiche) capaci solo di “deturpare l’ambiente e arricchire la criminalità” che starebbe dietro a parte del settore.
La sortita del presidente della Regione Lazio, però, è piaciuta poco – anzi niente – all’ex assessore regionale alla Transizione ecologica, Roberta Lombardi (M5S), che invece aveva puntato molto sul comparto delle rinnovabili. Rocca ha parlato, invece, di “un patto per la bellezza” (del Lazio, ovviamente). In piena intesa con Sgarbi: “Il paesaggio del Lazio deve essere salvaguardato – ha scritto il Governatore dopo essersi incontrato giovedì con il sottosegretario, presso il ministero della Cultura -. Con Sgarbi abbiamo ribadito l’importanza che l’imprescindibile transizione energetica viaggi di pari passo alla tutela del nostro territorio. Un forte sì all’energia sostenibile, ma senza sfregiare la meraviglia unica dei paesaggi della Regione Lazio”. Anche perché “La Regione Lazio è satura di impianti eolici e fotovoltaici con un forte impatto ambientale” quindi basta basta a nuovi progetti. Una vera e propria tirata di freno a mano in piena corsa, quando in tutta Europa si spinge per la “transizione ecologica” con l’implementazione di impianti per l’energia rinnovabile, primariamente proprio eolico e solare. E, anche, una brusca sterzata, visto che con la precedente consiliatura, il Lazio aveva fatto registrare il record italiano di impianti fotovoltaici: nel triennio 2019-2022 è stata prima regione d’Italia con il 34% di tutte le autorizzazioni rilasciate per il fotovoltaico, il 25% nel solo 2022. Sul punto, però, Sgarbi e Rocca, ormai all’unisono, ricordano le parole del presidente Sergio Mattarella, pronunciate nel 2021: “Gli insulti al paesaggio e alla natura oltre a rappresentare un affronto all’intelligenza, sono un attacco alla nostra identità” e tirano dritto per la loro strada: “Il paesaggio è l’elemento portante del nostro turismo, il cui fascino richiama in Italia ogni anno milioni di visitatori. Difenderlo, oltre le enunciazioni di principio, significa salvaguardare un elemento importante della nostra economia”. Di più, intervistato dai giornalisti il sottosegretario non nasconde l’esigenza di trattare il tema delle rinnovabili, del turbinio di finanziamenti oggi disponibili, dei progetti in arrivo e delle società che vogliono gestirli, tramite l’Antimafia – a cui ha detto che si appellerà -, per la stretta connessione che ci sarebbe con gli interessi della criminalità. L’annuncio dello stop ai nuovi progetti per le rinnovabili fa saltare dalla sedia l’ex assessore Lombardi che ‘contrattacca’ con un lunghissimo post sui social: “Siamo abituati alle crociate anti-fotovoltaico dell’attuale sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, tra una candidatura e l’altra all’universo mondo. Quello che sorprende però che nella stessa logica ossessiva si sia fatto trascinare anche il neo-governatore del Lazio Francesco Rocca, il quale, quanto meno, dovrebbe essere al corrente di ciò che è stato fatto sulle fonti energetiche rinnovabili, nella legislatura che si è appena conclusa”. Lombardi accusa il centrodestra alla guida della Regione dello “smantellamento delle politiche energetiche che avevano reso la Regione Lazio all’avanguardia come programmazione, pianificazione e investimenti nel settore delle rinnovabili” poi aggiunge: “affermare che la regione Lazio è satura di impianti eolici e fotovoltaici con un forte impatto ambientale è completamente falso, così come appare del tutto malsana l’idea di bloccare ogni nuovo progetto nella nostra regione, andando in controtendenza con i dettami dell’Unione Europea”. L’ex assessore ricorda è stata fatta una mappatura “chiara e completa delle aree dove prevalgono obiettivi di tutela rispetto a quelli dove è possibile invece installare gli impianti FER secondo quanto prevede la normativa europea e nazionale in vigore, in armonia con il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima. Così da permettere ai Comuni che intervengono in sede di conferenze dei servizi di tutelare il proprio territorio dove esso lo meriti”. E conclude: “Sono stata duramente attaccata per la moratoria di 8 mesi sull’installazione di nuovi impianti rinnovabili, che mi sono assunta la responsabilità di imporre per permettere proprio di fare il lavoro di pianificazione e programmazione e tutela che mancava in Regione Lazio in tema di politiche energetiche. Adesso che i compiti a casa sono stati fatti, non permettiamo di tornare indietro invece che guardare al futuro con fiducia e consapevolezza della strada necessaria da intraprendere per lo sviluppo sostenibile del Lazio, dell’Italia e del nostro pianeta”.
