La scoperta della sconcertante santabarbara è avvenuta durante l’esecuzione di lavori agricoli, quando movimentando le zolle da rivoltare è stato colpito il primo degli ordigni.
Sono stati chiamati sul posto i carabinieri della Compagnia di Anagni e gli artificieri dell’Esercito Italiano. Lavorando con la prudenza del caso, gli specialisti dell’esercito incaricati dal comando romano, una donna caporale capo ed un sergente maggiore giovani ma esperti, rinvenivano uno dopo l’altro ben dodici proiettili di artiglieria pesante, residuati bellici della Seconda Guerra Mondiale. Con ogni probabilità, il luogo del rinvenimento doveva essere stato il “nido di fuoco” per la collocazione di una batteria che, rivolta verso Anagni, poteva tenere in scacco una vasta zona, mirando e colpendo con durezza. La possibile fuga dei componenti il reparto addetto ai pezzi di artiglieria, dovuta all’avanzata degli alleati provenienti da Cassino, deve aver provocato l’abbandono dei proiettili rinvenuti, che erano solitamente accatastati accanto agli obici. Per eliminare i proiettili, e mettere in sicurezza la zona, sono stati programmati una serie di interventi da attuare fin dai prossimi giorni: prelevare con mezzi adeguati alcuni elementi per volta, trasportarli presso una cava abbandonata esistente in zona e farli brillare. Una operazione delicata, più difficoltosa del brillamento di mine ed esplosivo. E.C.
