Datore di lavoro mette incinta tre collaboratrici in pochi mesi

Roberta Pugliesi
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È un vero e proprio dramma quello che sta vivendo da mesi una ragazza del Sorano divenuta mamma a gennaio e protagonista con il suo datore di lavoro di una incredibile vicenda che a settembre approderà in Tribunale.

Nel febbraio del 2022 la giovane incontra Luca (nome di fantasia). Si innamorano e vanno a vivere insieme e lei inizia anche a lavorare nell’attività del fidanzato. Da lì a poco la lieta notizia dell’arrivo di un figlio. Durante le prime settimane di gravidanza la ragazza inizia a manifestare dubbi sulla possibilità di continuare ad aiutare il compagno nell’attività “poiché i ritmi, gli orari e la gestione dei turni avrebbero potuto compromettere la gravidanza e la salute del nascituro”, si legge nell’atto di citazione. A quel punto Luca assume comportamenti tali nei confronti della giovane da rendere impossibile la convivenza. Alla fine di agosto del 2022 il rapporto viene interrotto. All’inizio Luca dichiara di voler contribuire alle spese della gravidanza e a quelle future ma poi cambia idea e chiede un test del DNA al quale però non si sottopone. Anzi, inizia una nuova relazione sentimentale mettendo incinta una seconda ragazza, anch’essa sua collaboratrice. Nel frattempo, a gennaio 2023, nasce il primo figlio; il secondo vedrà la luce a breve. “Mia figlia è stata la prima ‘vittima’ di questa persona – dichiara la nonna del primo bimbo – ma fortunatamente ha una madre che le darà tutto il sostegno che le è necessario. Spero che sia così anche per la seconda e la terza”. E si perché pare che anche una terza donna, anche lei impiegata nell’attività di Luca, sia caduta tra le braccia del datore di lavoro con lo stesso epilogo. “Io mi auguro che questa persona si prenda le responsabilità derivanti dall’essere padre. Ci sono almeno due ragazze madri sperando che almeno alla terza vada bene e presto ci saranno tre fratellastri nati a pochi mesi l’uno dall’altro legati dallo stesso padre”, aggiunge la nonna sconfortata che rivolge anche un appello alle altre che lavorano per Luca: “State attente, non lasciatevi prendere in giro. Non è giusto che un datore di lavoro si comporti in questo modo senza dimostrare un briciolo di etica professionale”. Il primo tassello di questa complessa vicenda sarà il riconoscimento della paternità del primo nato che si terrà presso il tribunale di Cassino il prossimo 21 settembre 2023 a seguito della citazione in giudizio che la neo-mamma ha richiesto attraverso il suo legale Antonio Carugno a tutela del proprio bambino. Una vicenda che nel 2023 lascia senza parole a dispetto delle battaglie sul rispetto della figura femminile e, soprattutto dei figli e che in un attimo ci riporta ad altri tempi abbattendo le piccole grandi conquiste di civiltà ottenute con tanti sacrifici. Roberta Pugliesi
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