(Cesidio Vano) Un appalto da 90 milioni di euro appeso ad un filo. E’ quello che la Regione Lazio ha bandito a dicembre 2022 e dovrebbe servire ad assegnare l’appalto per la vigilanza, armata e non, delle varie sedi della Regione nel Lazio. Una gara estremamente importante, perché serve a garantire la sicurezza dell’ente a tutti i livelli. Una gara che, però, è finita quasi da subito davanti ai giudici amministrativi, dopo che una delle ditte interessate ad aggiudicarsi l’appalto ha segnalato una serie di illegittimità nel bando.
Ieri, il Tar di Roma ha fissato al prossimo maggio l’udienza per decidere nel merito la materia, nel frattempo il bando è rimasto bloccato, perché il presidente del Tribunale, per ben due volte, ha accolto le istante di sospensiva urgente presentate dalla società ricorrente, la Gia.Ma. Srl, un’importante agenzia di vigilanza della Capitale. Nel corso della camera di consiglio fissata per confermare le misure cautelari disposte dal presidente, le parti hanno però deciso di rinunciare a tale fase cautelare, per giungere subito ad una sentenza definita sul bando. I giudici hanno così fissato, come detto, la data del prossimo 10 maggio per trattare nel merito la vicenda. Il “bando vigilantes”, come è stato rinominato, sta facendo parlare di sé da molti mesi. La gara è articolata in 7 lotti, i primi cinque – oggetto del ricorso al Tar – riguardano il servizio di vigilanza armata, mentre gli altri due quello di semplice guardiania. Il bando prevede diverse categorie di vigilanza armata: tra cui quella fissa, sia diurna che notturna; il piantonamento dei luoghi più sensibili o a rischio e il controllo a distanza. La gara, ancora, prevede un servizio di vigilanza ispettiva, esterna e interna alle sedi, con l’attività di controllo effettuata attraverso delle ronde con pattuglia mobile. Sono altresì previsti i servizi di telesorveglianza e televigilanza con pronto intervento; il trasporto valori ed il servizio di manutenzione degli impianti connessi all’attività di vigilanza. Non appena pubblicato, nel 2022, il bando – che ha un valore do quasi 90 milioni di euro – è stato oggetto di contestazioni. Non solo da parte di ditte interessate a partecipare all’appalto, ma anche da parte dell’allora opposizione consiliare di centrodestra, che chiedeva dal Pd di fermarsi con le gare in quella fase di competizione elettorale. A gennaio 2023, il bando era stato sospeso con un promo provvedimento cautelare del presidente del Tar. La Regione Lazio si era subito attivata per modificarlo. Tra l’altro, tra le contestazioni c’era proprio quella relativa alla tempistica e alle scadenze della gara, proprio a ridosso della tornata elettorale per il rinnovo della Regione. Così il termine è stato spostato dall’8 febbraio al 27 marzo scorso. Ma il 20 marzo, la Gia.Ma. Srl ha presentato un nuovo ricorso, sollevando numerose contestazioni a bando di gara ed ottenendo una nuova sospensione in urgenza. Secondo la società ricorrente, infatti, il bando non prevede con chiarezza presso quali sedi e amministrazioni vada svolto il servizio di vigilanza, redendo complicato formulare un’offerta di gara completa e realistica. Il bando, inoltre, stando a quanto denunciato da alcune sigle sindacali, non fornirebbe neanche idonee garanzie ai lavoratori attualmente impiegati per il mantenimento del loro posto.
