FOCUS – Eziolino Capuano, El Loco di Pescopagano che sbarcò anche a Sora

Alesssandro Iacobelli
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Chiamatelo ‘El Loco’. Eziolino Capuano, semplicemente un allenatore? Non scherziamo. Lui, un vulcano vivente. Filosofo, mentore di arguti neologismi, focoso, guascone. Insomma, un cocktail pirotecnico. A Sora fu chiamato nel 2003 per rimettere in piedi una baracca che rischiava seriamente di affondare. Quella nave poco tempo dopo, però, affondò per davvero.

Una domenica come tante. Benevento e Sora si sfidano nella cornice del Santa Colomba. Siamo all’alba del girone di ritorno di un gruppo B in cui le Streghe si giocano il piazzamento nella griglia playoff (obiettivo che poi raggiungeranno piazzandosi al quinto posto al termine della regular season). Situazione diametralmente opposta per i bianconeri che, in quella che sarà la penultima stagione della loro storia tra i professionisti, respirano a fatica invischiati in piena zona retrocessione per tutto l’arco del campionato. Una rosa monstre composta da 35 calciatori con evidenti lacune in zone specifiche del campo. Basti pensare ai soli tre attaccanti disponibili tra Pasca, l’infortunato Di Domenico e Aurino. Sarà proprio la sterilità offensiva il problema più evidente della squadra volsca, con il solo Pasca in grado di insaccare la rete avversaria per 6 volte in 34 turni complessivi. A limitare i danni ci pensa una discreta solidità difensiva assicurata da Mantelli, Taccola e Parisi (alternato spesso con Cianfarani). Si comincia a fine agosto con mister Sciannimanico al timone ma, dopo 6 partite e 2 punti a referto, la società (ormai in gravi condizioni finanziarie) opta per il cambio in luogo di Eziolino Capuano. Lo spogliatoio sembra rispondere riuscendo a racimolare punti preziosi di tanto in tanto. Prestigiose le affermazioni su Catanzaro e Crotone. Decisive saranno però le ultime due vittorie consecutive contro Vis Pesaro e L’Aquila. Palpitante il pomeriggio del 16 maggio 2004 al ‘Fattori’. Un Sora sfinito atleticamente strappa il successo a tempo quasi scaduto grazie al penalty trasformato da Costanzo. Al triplice fischio sarà salvezza con il tecnico portato in trionfo sotto il settore occupato dai tifosi sorani arrivati in massa in Abruzzo. Ma torniamo alla nostra data fatidica: domenica 11 gennaio 2004. Una doppietta di Molino consegna al Benevento una tranquilla affermazione tra le mura amiche. Nel post partita si materializza una conferenza stampa che passerà alla storia. La sala interviste è gremita con giornalisti locali ed alcuni inviati dalla Ciociaria. Di lì a poco Capuano perderà completamente le staffe scatenandosi in uno show, in pieno stile Oronzo Canà, con la partecipazione amichevole (per usare un eufemismo) di un cronista del posto. Una lite senza precedenti che a distanza di anni spopola ancora sul web. Una cosa è certa: con lui non ci si annoia mai. Il popolo volsco, forse, non gli perdonerà mai l’amaro epilogo dell’annata 2004-2005. Quello fu il canto del cigno del Sora in Serie C. Una stagione tribolata sin dagli albori, culminata con la tragedia sportiva dei playout persi contro il Giulianova nella doppia sfida (1-0 abruzzese al Fadini, 1-3 al Tomei per i giallorossi). Poi il vuoto. Eziolino Capuano è sempre lì, in panchina. Una carriera infinita alla guida di una miriade di compagini. Dalla Cavese al Taranto passando per Juve Stabia, Paganese, Potenza, Eupen (in Belgio), Fondi, Arezzo, Modena, Sambenedettese, Avellino, Foggia, Messina e tante altre. El Loco non molla di un centimetro. Ora è il mentore del Taranto. Alessandro Iacobelli
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