L’esposto è stato presentato alla Regione Lazio, alla Direzione Regionale per le Politiche Abitative e Urbanistica, alla Soprintendenza Archeologica Ufficio di Cassino, alla Procura della Repubblica.
Ad annunciarlo in una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina in Comune i consiglieri De Sanctis, Leone, Evangelista, Borraccio e Petrarcone. Assenti ma firmatari anche i colleghi Mignanelli e Fardelli. “Siamo partiti dall’accesso agli atti fatto dal consigliere Leone ma abbiamo deciso di andare avanti anche visto l’esito del consiglio comunale e le risposte avute alle nostre domande, dubbi e critiche”. Ha spiegato Petrarcone.”Critiche che sono state formali ma alle quali il sindaco e alcuni membri della maggioranza hanno fornito risposte che non abbiamo ritenuto adeguate quanto piuttosto inconsistenti e insufficienti. Insussistenti soprattutto”.
Sono tre le censure quelle su cui verte l’esposto. A elencarle sempre Petrarcone. “La prima di natura urbanistica sulla eliminazione di circa 80 parcheggi che insistono sul tratto interessato del Corso della Repubblica. Eliminazione che altera gli standard urbanistici che non vengono rispettati e che non vengono poi reintegrati. La seconda verte sullo smaltimento delle acque meteoriche direttamente nella rete fognaria pubblica, cosa assolutamente contra legem. Peraltro gli stessi componenti della maggioranza hanno ammesso essere una misura voluta non nel rispetto delle regole. La terza verte, la più grave, è una censura di natura paesaggistica sulla mancanza dell’autorizzazione paesaggistica prescritta ai sensi e per gli effetti degli articolo 3 e 44 delle norme di attuazione del Ptpr. Qualcuno aveva detto in consiglio che queste censure non erano sussistenti perché i lavori non erano stati aperti. Ufficialmente i lavori sono stati aperti anche in base alla tabella che è acquisibile da tutti, il giorno 28 marzo”. Leone ha aggiunto un quarto punto. “Manca anche il titolo legittimante all’esecuzione dell’opera. Il titolo edilizio che non poteva essere rilasciato dal dirigente dell’area tecnica perché il dirigente dell’area tecnica in questo caso specifico risulta essere progettista dell’opera stessa. L’architetto Bianchi non è progettista sull’atto, risulta essere colui che ha donato alla città un progetto. Ma di fatto il progettista è il dirigente. Tale dirigente non poteva autorizzare se stesso a legittimare l’esecuzione dell’opera”. “Abbiamo consultato un professionista della materia che ci ha evidenziato diverse violazioni e omissioni. Tanto da gravi e circostanziali che abbiamo formalizzato in un esposto rivolto alle singole competenze funzionali”. E’ intervenuta anche la consigliera Borraccio. “Alla Regione Lazio e nostro malgrado anche alla Procura della Repubblica di Cassino. La nostra priorità e ciò che vogliamo evidenziare è porre l’attenzione sulle irregolarità procedurali che hanno contraddistinto l’opera in questione. E che, in quanto tale, per il nostro ruolo di garanzia, è un atto doveroso, malgrado il progetto di riqualificazione urbana che è altrettanto condivisibile”.
“L’opera è stata annunciata è vero mesi fa, ma noi non possiamo lavorare su quella che è una annunciazione. Noi dobbiamo lavorare in base agli atti. E quindi su realtà oggettive portare aventi la nostra attività di verifica, garanzia, controllo e opposizione, Il primo atto è del 6-12-2022. La prima delibera di giunta che parla di riqualificazione del tratto del corso della Repubblica è a dicembre. E subito dopo il 6 dicembre ci sono stati gli atti consequenziali che sono arrivati a gennaio con la determina del dirigente e la pubblicazione sul sito della Provincia di Frosinone della gara di appalto” Ha continuato Leone. “Ad oggi risultano assenti i pareri che loro stessi nella relazione progettuale identificano come parte integrante del progetto stesso. Parere della paesaggistica, quello archeologico, quello della polizia municipale, quello eventuale del genio civile. L’unico pare presente è quello archeologico che rimanda a quello della paesaggistica”. Evangelista ha chiosato “Questa amministrazione prima fa le cose e poi cerca soluzioni alle criticità. Basterebbe analizzare bene le decisioni e valutare le azioni da intraprendere per evitare di di mettere in difficoltà la cittadinanza e gli automobilisti. Un modo di fare che denota una certa arroganza da parte di questa amministrazione. Basterebbe un po’ più di confronto e di ascolto”. De Sanctis punta il dito sulla volontà di raggiungere l’obiettivo politico a discapito dell’obiettivo civico. “Bisognerebbe pensare al benessere della comunità, la vera priorità a prescindere dai risultati personali”. Ora sale l’attesa per conoscere quello che accadrà e la città continua a essere spaccata.
P.P.
