Il Comune non paga le spese legali, ora rischia di essere commissariato. Accade a Belmonte Castello, a cui il Tar del Lazio ha assegnato 30 giorni di tempo per dare seguito a quanto statuito nel marzo 2022 dal Tribunale di Cassino, quale giudice di appello su una decisone del Giudice di Pace della Città Martire, che ha condannato l’ente comunale, nell’ambito di un procedimento civile che vedeva il Comune contrapposto ad un cittadino, a versare a quest’ultimo le spese legali per il giudizio di primo e secondo grado, per circa 500 euro oltre oneri di legge e Iva.
Nonostante la sentenza sia stata per tempo debitamente notificata al Comune di Belmonte, l’ente comunale non ha provveduto a pagare quanto dovuto al cittadino, né si è costituito in giudizio nel momento in cui il privato ha azionato, davanti ai giudici amministrativi, il contenzioso per giungere all’ottemperanza del giudicato. In assenza di qualsiasi giustificazione da parte del Comune di Belmonte Castello e davanti al concretizzarsi di tutti i requisiti previsti dalla normativa, il Tar di Latina, invocato dal privato, nelle scorse settimane ha così stabilito che il Comune deve provvedere a versare le somme stabilite dal tribunale di Cassino entro e non oltre 30 giorni. Trascorsi inutilmente i quali, per l’assunzione dell’atto di liquidazione ordinato dai giudici amministrativi, in municipio si insedierà un commissario ad acta, già individuato nella persona il Direttore della Ragioneria Territoriale dello Stato di Frosinone – Latina, o funzionario da lui delegato. In questo caso il comune dovrà farsi carico anche delle spettanze del commissario. Infine, il Tar ha anche condannato il Comune di Belmonte Castello al pagamento delle ulteriori spese di giudizio, per complessivi 300,00 euro, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato. Cesidio Vano
