Calcio Story – Una donna al comando: Carolina Morace e la Viterbese

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Quando il calcio è donna. Nell’estate 1999 la panchina della Viterbese si tinge di rosa. Uno scherzo? Assolutamente no. Il regista d’eccezione di un film tradotto in realtà è il vulcacino Luciano Gaucci.

Uno dei primi presidenti ad assaporare il gusto della multiproprietà (capeggiava infatti Perugia, Catania, appunto i laziali e la Sambenedettese), prende la palla al balzo e rivoluziona l’assetto dello staff dopo il salto dalla C2 alla C1. Via Beruatto, dentro Carolina Morace. Ex calciatrice di spicco del movimento rosa italiano, appesi gli scarpini al chiodo opta subito per la carriera da tecnico. Dopo una prolungata esperienza nel settore femminile della Lazio, ecco l’approdo inusuale e storico al tempo stesso alla guida di un team maschile professionistico. Gaucci scrive la storia e negli anni successivi regalerà altre perle dai contorni sovente grotteschi. Basti penare all’ambizione di acquisire le prestazioni dell’attaccante donna Birgit Prinz per puntellare il pacchetto offensivo del Perugia di Serse Cosmi, o all’ingaggio del figlio d’arte Saadi Gheddafi, fino al licenziamento in tronco del sudcoreano Ahn all’indomani della debacle italiana ai Mondiali del 2002 (quelli dell’arbitro Moreno per intenderci). La Viterbese a cavallo tra i secoli è una truppa ben equipaggiata con ambizioni di gran respiro. Il metronomo è un certo Fabio Liverani affiancato da un operario della mediana come Baiocco, ottimo elemento che troverà fortuna poi anche in Serie A approdando alla Juventus. C’è la colonna difensiva Di Loreto e le frecce d’attacco Califano, Balestrieri, Suel, Sergi, Muntasser e Ottosson. Le embrionali perplessità della piazza vengono spazzate via in breve. La conferenza stampa di presentazione sembra l’avvio di una bella favola. Durante la preparazione pre-stagionale il rapporto tra staff e gruppo si cementa coinvolgendo pure la tifoseria. L’inizio è promettente: 3-1 al Marsala tra le mura amiche con acuti di Liverani, Baiocco e Testini. Il calcio targato Morace è a tratti spumeggiante ma, nonostante il debutto da standing ovation, la stampa locale insiste nel trovare difetti all’interno progetto gialloblu. Gli animi diventano sempre più tesi giorno dopo giorno. La trasferta di Crotone sarà il canto del cigno dell’avventura della Morace a Viterbo. I laziali cadono al cospetto di una big comprovata del gruppo B con un zemaniano 5-2. Basta questo scivolone per mandare in frantumi il rapporto con Gaucci. Girano voci di un taglio dei colleghi più stretti dell’allenatrice (l’assistente Elisabetta Bavagnoli e il preparatore atletico Perrone). Carolina non ci sta e in un batter di ciglia saluta la compagnia rassegnando le dimissioni. Se la dirigenza fosse stata più paziente le cose sarebbero andate in maniera diversa? La risposta certa non esiste, ma un maggiore raziocinio non avrebbe fatto male a nessuno. Alessandro Iacobelli
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