Anagni – Scarsità di piogge, rischio siccità ma non tutto è perduto

Ettore Cesaritti
3 MIn Lettura
Ne sono convinti gli ambientalisti i quali, riunitisi per esaminare la situazione e suggerire proposte da sottoporre al vaglio di chi ne abbia competenza e volontà, nutrono fondate speranze.

La salubrità delle terre anagnine era cantata dai primi scrittori latini, e la scelta dei siti per insediamenti umani (Villamagna, Leoniano, Palazzo papale …) ne è la indiscussa riprova. Le stesse scoperte archeologiche hanno evidenziato la presenza dell’uomo nella campagna anagnina precedente al periodo di Neanderthal. Per non parlare del Circum Nauticun Romanum dove Caio Duilio circa 400 anni ante Cristo inventò il combattimento navale con le imbarcazioni munite di rostri. Tra gli affluenti del fiume Sacco, il corso d’acqua per eccellenza, vi è il Rio Tufano. Gli anagnini del secolo scorso solevano ricordare “si se spalla la Canzatora i se secca l’acqua de Tufano, Anagni se more”. Per una strana e malaugurata casualità, la frana di Via Calzatora fatica ad essere messa in effettiva sicurezza mettendo a rischio il Pontificio Collegio Leoniano (la Canzatora), e le sorgenti del Tufano sono aride da cinque o sei anni. Gli ambientalisti non hanno dubbi: privilegiare l’insediamento di strutture distruggendo sorgenti e specchi d’acqua perenni è stato assurdo e dannoso. I canali del Consorzio di Bonifica, che pure svolge un’azione meritevole, raccolgono ma non trattengono l’acqua piovana; creare degli invasi è assolutamente prioritario. Uno degli intervenuti ha citato la vasta superficie della ex Polveriera, attraversata dal Rio Mola Santa Maria, ricordando come basterebbe un intervento con escavatori che, livellando in terreni, potrebbero creare uno o più laghetti in grado di fornire acqua per l’irrigazione e, non trascurabile, essere utilizzati dalla Protezione Civile Nazionale per le esercitazioni (esiste la possibilità che la Protezione Civile scelga Anagni come Centro nazionale ed europeo per la formazione di specialisti, compresi i Vigili del Fuoco). Nel corso dell’incontro, qualcuno ha ricordato un vecchio ma quanto mai attuale progetto del Consorzio di Bonifica: realizzare una diga ai confini tra Anagni e Paliano. Uno studio a tal proposito aveva evidenziato come il bacino potesse essere alimentato dai torrenti esistenti: un progetto magnifico. E.C.
Condividi questo articolo
Nessun commento