31 maggio 1992-5 marzo 2023: dal Sulmona al Gaeta. La storia del Sora incontra sempre i colori biancorossi. Domenica 500 tifosi accompagneranno il team volsco verso la Serie D.

Kick off alle ore 11 in un Riciniello che per l’occasione aprirà le porte al doveroso esodo bianconero. I ragazzi di
Ciardi con un successo in terra pontina taglierebbero il traguardo della vittoria del torneo di Eccellenza addirittura con due mesi di anticipo.
La strada che portò all’apoteosi del Matusa di Frosinone nel ’92 fu invece decisamente più tortuosa. Terminata la stagione regolare, in quella annata il regolamento del campionato di Interregionale prevedeva uno spareggio ulteriore da disputare contro la regina di un altro girone. Alla truppa del Maestro
Claudio Di Pucchio toccò il
Sulmona. Doppia sfida dunque da vivere tra l’Adriatico di Pescara e l’impianto del capoluogo ciociaro. Il 24 maggio oltre 6000 sorani spinsero Coraggio e compagni dal primo al novantesimo minuto senza esiti particolari: 0-0 il finale tra occasioni sciupate e decisioni arbitrali discutibili.

Una settimana dopo la replica sul manto del Matusa. Questa la formazione titolare: Costantini, Pecoraro, Marrazzo, Iannicola, Promutico, Coraggio, Inches, Ronchetti, D’Ambra, Bencivenga, Luiso. Prima frazione stregata con tre traverse stampate in rapida successione. Nella ripresa i Di Pucchio boys assestarono i colpi decisivi. Pasquale
Luiso, su lancio millimetrico di Bencivenga, trafisse Ciampa in uscita.
D’Ambra firmò il raddoppio al culmine di una azione insistita. Delirio, giubilo, emozioni da lì in poi. Giunta a Sora, la carovana bianconera attraversò contromano corso volsci fermando la sua corsa in Piazza Santa Restituta vestita a festa per un trionfo attesissimo.
Il biancorosso è una costante delle vicende sportive all’ombra della Madonna delle Grazie. Senza dimenticare la secolare rivalità con i cugini limitrofi di
Isola del Liri e l’altro spareggio vinto al Curi di
Perugia contro la
Turris nel 1994 per la promozione in Serie C1. Ora la storia è pronta a vivere un nuovo esaltante capitolo.
Alessandro Iacobelli