Migliaia di persone silenziose hanno sfilato lungo le vie del centro per chiedere giustizia e ricordare Thomas Bricca ad un mese dalla sua morte violenta.

La città non dimentica, questo il senso della manifestazione spiegato dallo zio materno Lorenzo, che ha preso coraggio per parlare anche a nome di mamma Federica, presente ma chiusa nel suo dolore. La serata si è svolta nel silenzio e nel rispetto, come già accaduto a caldo nella prima manifestazione spontanea a pochi giorni dalla tragedia. Lo zio Lorenzo Sabellico, ha accolto i

presenti, moltissimi tanto che non sono bastate le candele e ha spiegato che la manifestazione aveva il duplice scopo di ricordare Thomas e di chiedere giustizia, ma velocemente. Anche la lettera letta da Lorenzo sul suo percorso di comunità ha commosso i presenti, una condivisione di cose intime per aprire il cuore a tutti in un momento in cui tutti erano lì per lo stesso motivo. Poi si è

formato il lungo serpentone che dalla piazza si è snodato tra le vie del centro sotto gli occhi vigili di Carabinieri e Polizia Locale. Il corteo si è fermato per un momento di riflessione e preghiera al Girone come lo chiamano da sempre in città, proprio quel posto che si affaccia sul luogo della sparatoria e dove fu portato Thomas esanime dai soccorritori per caricarlo sull’ambulanza. Dopo questa pausa la lunga fila di persone dietro i parenti di Thomas è ripartita per gli ultimi duecento metri fino alla piazza dove sono state accese due lanterne che hanno preso il volo idealmente verso Thomas. Anche papà Paolo era presente in prima fila, con gli occhi pieni di dolore che cerca di trattenere, come ha detto più volte, sono in attesa che si faccia giustizia.
Andrea Tagliaferri
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