È la prima segretaria del partito da quando è nato e da quando sono esistiti i progenitori del Pd. Ha vinto a sorpresa, perché nei circoli era stato Bonaccini a fare il pienone. Il secondo turno affidato anche agli elettori non tesserati, però, ha sovvertito la tendenza degli iscritti. Il risultato in provincia di Frosinone è stato in controtendenza. Su oltre 70 seggi presenti nei diversi comuni hanno votato 9.150 persone. Per Stefano Bonaccini 5394 (59,18%) mentre per Elly Schlein 3720 (40,82%).
Insomma i gazebo del Pd non sono stati disertati. A livello nazionale sono stati circa 1.300.000 i votanti. Comunque un dato che certifica il progressivo dimagrimento dei votanti alle primarie dei Democrat. Anche in provincia di Frosinone. Lo storico della partecipazione a questo tipo di consultazioni ha visto nel Frusinate una presenza ondivaga con il picco il 25 ottobre del 2009 per la scelta del segretario, con 36.177 votanti e il suo minimo al secondo turno il 2 dicembre del 2012 per la scelta del premier con 18.866 partecipanti. Sia nel primo sia nel secondo caso ad avere la meglio fu Bersani. In tutti gli altri casi, dall’elezione a candidato premier di Prodi il 16 ottobre 2005 (32.447 votanti) all’ultima del 3 marzo 2019 per l’elezione a segretario di Zingaretti, in provincia di Frosinone i votanti che si sono presentati alle urne non sono mai scesi sotto i 21.250. In sostanza a fronte di un’emorragia anche drammatica di elettori alle primarie del Pd, che sono passati dai 4.311.000 per la candidatura a premier di Prodi nel 2005 a 1.582.083 per la segreteria di Zingaretti, l’affluenza in provincia di Frosinone era rimasta sostanzialmente stabile. Questa volta invece il dato è stato in pesantissimo calo in provincia di Frosinone. I 9.150 votanti sono meno della metà del dato peggiore che il Pd aveva raggiunto in precedenza (quello del 2012). Entrambe le maggiori correnti, quella che fa capo a De Angelis e quella che si riferisce a Pompeo portavano Bonaccini. Quindi hanno perso tutti. A vincere sono stati i Giovani Democratici (Iula in testa) ed esponenti singoli, come il sindaco di Paliano Alfieri o la dirigente provinciale del partito Martina Innocenti. Attenzione però a parlare di vittoria della sinistra del partito. La Schlein è stata sostenuta dagli ex democristiani (Franceschini, Astorre, Leodori ecc.) e anche da Zingaretti che certamente non è un pericoloso bolscevico. Non è la prima volta che i maggiorenti del partito hanno perso clamorosamente le primarie. Un precedente fu sempre nell’occasione a segretario di Bersani. Da queste parti infatti vinse Franceschini con 10.358 voti pari al 36%, mentre Marino 9.517 si fermò al 33% e Bersani ebbe 8.753 voti pari al 30%. Anche in quella circostanza la percentuale di elettori in Ciociaria fu di gran lunga superiore alla media nazionale. Dario Facci
