Zdenek Zeman: chiamatelo eterno. Sdengo ha deciso alla veneranda età di 75 anni di rituffarsi ancora una volta nella vasca del calcio italiano. Il boemo infatti ha accettato la proposta del patron del Pescara Sebastiani per la sostituzione del dimissionario Colombo.
Sigarette, 4-3-3, pressing asfissiante, difesa all’altezza della linea mediana. Questo e tanto altro è Zeman. In terra abruzzese l’ex trainer anche di Roma e Lazio ha riproposto in chiave contemporanea il calcio champagne sfoderato negli anni novanta a Foggia. La celebre parodia di ‘Frengo’ targata Antonio Albanese ha reso il nipote di Čestmír Vycpálek un personaggio ancor più iconico.

Correva l’anno 2011 e il Delfino riuscì a mettere in piedi una stagione da urlo vincendo il torneo cadetto davanti a corazzate come il Torino di Ventura e la Sampdoria di Iachini. Il trio delle meraviglie inventava opere d’arte con il pallone tra i piedi: Verratti-Insigne-Immobile show. Stadio Adriatico in visibilio per le continue prodezze dei tenori svezzati proprio dal maestro di Praga. Quel Pescara però presentava anche altre figure da celebrare. Dal portiere Anania ai centrali di difesa Capuano e Romagnoli passando per i terzini Balzano e Zanon. A centrocampo l’attuale asso del Psg ad inventare affiancato da Cascione e Koné. In avanti la giostra del gol composta dai già citati Insigne e Immobile con l’assistenza di Marco Sansovini.
Ecco i numeri di Zemanlandia 2.0: 90 reti messe a referto contro le 55 subite (differenza +35). Nelle 42 partite disputate la compagine biancoceleste ha totalizzato 26 vittorie, 5 sconfitte e 11 pareggi. Gli abruzzesi festeggiarono il salto in Serie A nel piovoso pomeriggio del 20 maggio 2012. A Genova contro la Sampdoria Caprari con una doppietta (in quel periodo giovane promessa scuola Roma) e Immobile zittirono il pubblico blucerchiato. Di Juan Antonio il gol della bandiera. Le lacrime di Zeman in panchina per la scomparsa dell’ex portiere e all’epoca membro dello staff pescarese Mancini scrissero i titoli di coda di un’annata vissuta a ritmi vertiginosi.
L’atto secondo del boemo in Abruzzo si materializzò nel corso della stagione 2016-2017 in Serie A quando subentrò a Massimo Oddo. Le buone intenzioni però non bastarono per evitare la retrocessione in B con esonero durante il campionato successivo in luogo di Pillon. Sdengo ha lasciato qualcosa in sospeso ed è tornato per completare il puzzle.
Alessandro Iacobelli