I resti di quello che appare come un piccolo altare, hanno incuriosito cittadini ed appassionati, certi di trovarsi di fronte all’ennesimo reperto che arricchisce l’immenso patrimonio storico.

La foto pubblicata sul web ha ricevuto apprezzamenti e commenti, che certamente saranno superati con toni ammirati da quanto possiamo affermare, a seguito del prezioso contributo della professoressa Alfonsina, custode di numerosi ricordi anche del mondo militare. Il “piccolo altare” era una deliziosa Cappelletta dedicata a Santa Barbara, protettrice dei Vigili del Fuoco e degli artificieri. La Cappelletta venne realizzata tra il 1953 e l’anno successivo, ed inaugurata il 4 dicembre (Santa Barbara) del 1954. L’iniziativa era stata ispirata dal vescovo anagnino Enrico Romolo Compagnone, insediatosi ad Anagni proprio nel 1953. Sotto la statua, ben leggibile, era stampigliata la scritta “Ne displodere sinas” invocazione a Santa Barbara affinché proteggesse gli addetti alle munizioni, scongiurando incidenti all’immenso quantitativo di esplosivi custoditi su incarico del Governo dalla SIGME Società Generale Italiana Munizioni. Alla inaugurazione della Cappelletta, oltre alle autorità civili, accanto al vescovo c’era l’anagnino Francesco Saccucci ed il responsabile del deposito ex Capitano di Marina Pieresca. Santa Barbara veniva ringraziata ogni anno per la sua efficace protezione. Negli anni sessanta il deposito smise di funzionare, e man mano le riserve di esplosivo vennero rimosse. La vasta superficie rimase abitata da diverse specie di animali, e di tanto in tanto qualche agricoltore ne raccolse il fieno. Quasi ogni anno la vegetazione è stata preda di incendi, probabilmente dolosi. Il 25 novembre 2010, dando seguito a quanto deciso dal consiglio comunale, il Comune acquistò l’area, finalizzandone l’utilizzo a destinazione soprattutto ambientale e didattica. L’atto venne sottoscritto dal sindaco Carlo Noto.
E.C.