Stavano iniziando una vera e propria attività di spaccio a conduzione familiare in Valle di Comino, tratti in arresto due giovani cugini per droga. Nativi dell’est Europa, i due ragazzi, entrambi poco più che 22enni, sono stati intercettati nella notte tra sabato 18 e domenica 19 febbraio attraverso un’operazione antidroga congiunta, tra i Carabinieri delle Stazioni di Alvito e Casalvieri, con la collaborazione del personale dell’Aliquota Radiomobile e, dopo mirati servizi di appostamento, sono stati fermati a bordo della loro autovettura nel pieno centro alvitano.

Dopo una minuziosa perquisizione personale, i due cugini sono stati sorpresi con circa 10 grammi di sostanza stupefacente, più precisamente cocaina. I militari in azione hanno potuto confermare la fiorente attività di spaccio rinvenendo anche un’ingente somma di denaro contante in banconote del taglio compreso tra le 20 e le 50 euro. Da una successiva perquisizione domiciliare effettuata nell’appartamento che i due condividono in una frazione di Alvito, ben occultato nell’intercapedine di un armadio, è stato inoltre rinvenuto tutto l’occorrente per confezionare le dosi: una bilancia di precisione, carta cellophane e una sostanza utilizzata per il taglio della droga che ha messo a rischio di overdose i vari acquirenti. Il messaggio delle Forze dell’Ordine è ormai ben chiaro. Tolleranza zero all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti! Infatti, l’operazione portata a termine nel fine settimana dai militari dell’Arma di Sora con i colleghi di Alvito e Casalvieri, segue quella conclusa pochi giorni fa che ha visto l’arresto di un altro spacciatore attivo nel centro sorano. Le indagini ora proseguono con il preciso scopo di comprendere i canali di approvvigionamento della droga, analizzando ogni elemento acquisto anche attraverso moderne tecnologie per risalire, dai cosiddetti “pesci piccoli”, ad un’organizzazione ben più ampia. Nel frattempo, gli arrestati, in attesa della convalida da parte del GIP del Tribunale di Cassino, su disposizione della Procura della Repubblica, sono stati posti agli arresti domiciliari presso l’appartamento in cui vivono in affitto.
Caterina Paglia