Regionali – Chi è stato onorato in casa e chi no

Dario Facci
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Archiviato, per modo di dire, l’assurdo responso delle elezioni regionali che consegnano alla provincia di Frosinone una rappresentanza di tre consiglieri quando il minimo doveva essere di quattro (evidentemente nelle pieghe della norma, contorta oltre ogni tollerabilità non era così) si apre nei partiti una fase di analisi politica.

Il primo dato che viene preso in considerazione è l’affermazione dei candidati nella loro città di provenienza o, comunque, nel territorio dove maggiormente era fondato il loro zoccolo duro di consensi, indicatore importante anche per le amministrative di primavera. A parte qualche eccezione la regola del candidato locale è stata rispettata, quasi tutti sono stati premiati dall’appartenenza territoriale. Andando con ordine incontriamo un’eccezione: il primo degli eletti del partito di maggioranza relativa, Daniele Maura, non ha brillato in patria. Nel suo paese, Giuliano di Roma, è stato infatti sopravanzato da Sara Battisti. Maura si è fermato a 444 preferenze mentre la Battisti è arrivata a 482. La stessa consigliera regionale del Pd invece, pur in presenza di una maggioranza schiacciante del centrodestra nella sua cittadina, Fiuggi, è risultata prima degli eletti con 735 preferenze. Altro dato che potrebbe non far piacere a Maura è quello di Ceccano. Qui, nella città del senatore Ruspandini, questi anche coordinatore provinciale che ha puntato sin da subito proprio sull’ex consigliere provinciale, cioè Daniele Maura, c’è stato il sorpasso di preferenze da parte del candidato del Pd, Querqui. Questi sarà con ogni probabilità il futuro candidato a sindaco della cittadina fabraterna e costituisce, dunque, una spina nel fianco. Querqui ha ottenuto 1843 preferenze mentre Maura si è fermato a 1705. Un risultato non esaltante, dunque, per il senatore nella sua città, tra l’altro governata da anni da un esponente di Fratelli d’Italia, il sindaco Caligiore. Non è risultato eletto ma Antonello Iannarilli non può lamentarsi della sua città, Alatri. I suoi concittadini gli hanno tributato ben 3.305 preferenze. Non sono noccioline. Puntava alle 4000 preferenze tra le mura domestiche e le ha sfiorate di poco un altro grande sconfitto: l’ex presidente della Provincia ed ex sindaco di Ferentino Antonio Pompeo. I suoi concittadini infatti gli hanno dato ben 3.701 preferenze. Un risultato notevole. Sempre per quanto riguarda Pompeo è interessante analizzare il dato di Cassino. Qui, grazie all’appoggio del sindaco Salera, l’ex presidente della Provincia contava di trovare un risultato ben migliore di quel che è stato. Alla fine per Pompeo 639 preferenze, battuto nella partita interna al partito dalla Battisti che ne ha prese 730. Qui il campione è stato il candidato locale nella lista di Fratelli d‘Italia, Gabriele Picano che di preferenze ne ha prese 1.186. Ottimo il risultato per la seconda consigliera regionale ciociara di Fratelli d’Italia. Alessia Savo ha avuto una performance davvero notevole; il risultato a Frosinone, dove è consigliera comunale, dove ha preso 1540 preferenze, sopravanzata solo dalla candidata leghista, Barbara Chiappini che di voti ne ha presi 1718. Infine due righe per il consigliere uscente della Lega, Pasquale Ciacciarelli. Molto ben voluto in tutta la provincia ha ottenuto circa 12.000 preferenze ma non gli sono bastate. Il consigliere è scattato a Latina che di voti ne ha presi di meno. Tutto per un meccanismo assurdo che vede due territori sostanzialmente uguali per abitanti e complementari nelle politiche di sviluppo rappresentati presso la Regione in modo assolutamente iniquo. Frosinone solo tre consiglieri e Latina addirittura sei, cioè il doppio. C’è di che insorgere. Pacificamente e legalmente, s’intende. Dario Facci
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