Lo svelamento avverrà sabato prossimo nel parco giochi di Tecchiena Castello per volontà della contrada e della famiglia del giovane assassinato nel 2017.

“Finalmente dopo cinque anni, nel giorno del suo compleanno il 18 febbraio, sveleremo il manufatto che rappresenta mio fratello seduto su una panchina”, annuncia Melissa Morganti. “Per rispetto a Thomas e alla sua famiglia non faremo una vera festa che rimandiamo alla primavera di comune accordo con l’amministrazione”. “Mia madre teneva molto a quel parco…negli ultimi anni della sua vita si dedicò al taglio delle erbacce incolte, alla pulizia dei rifiuti ed oggi una nostra parente segue il suo esempio. Chiederemo al Sindaco di dare nuova vita a questo giardino che dovrà essere usato da giovani e famiglie”, commenta Melissa.
L’appuntamento è per sabato mattina alle 10.30 quando ci si ritroverà nel parchetto con la famiglia, i residenti, oltre che agli amici di Emanuele, e molti rappresentanti dell’amministrazione e del Consigli. Presenti anche i due parroci, l’attuale Don Giorgio e il precedente Don Luca. La statua è stata voluta dagli amici del giovane tecchienese, che hanno avviato una raccolta fondi quando ancora mamma Lucia era in vita ma tra Covid ed altro la cosa è andata per le lunghe ed oggi, finalmente, vedrà la luce. Lo sculture dell’opera è Stefano Ilvenni, quarantenne beneventano, che l’ha realizzata a grandezza naturale. Alla manifestazione Melissa ha voluto anche la presenza del comitato del Premio Morganti – e dell’Associazione Insieme Alatri Odv con i suoi ragazzi – che sabato scorso ha tenuto un evento alla presenza dell’attore Riondino e che ormai è il braccio operativo della famiglia di Emanuele per tutte le attività in sua memoria. Ricordiamo che lo scorso anno era stato intitolato al giovane ucciso nel 2017 il campo di calcio di Tecchiena Castello a poche centinaia di metri da dove sarà posizionata la statua. La vera festa, una giornata di sport e musica dedicata ai giovani che ha in mente Melissa da anni, è stata rimandata a primavera proprio per rispetto alle famiglie Bricca e Sabellico e al loro lutto.
Andrea Tagliaferri