I sondaggi, per le regionali del Lazio, hanno sbagliato solo nelle proporzioni. Avevano ripetutamente detto che il centrodestra avrebbe vinto con Rocca ma non avevano centrato che lo avrebbe fatto con venti punti di scarto. Avevano indovinato un astensionismo in crescita ma mai avevano misurato il 60% dei fuggitivi dalle urne. Non c’è da raccontare quindi alcuna novità, o quasi.
Il centrodestra fa il pieno, il Pd esce ridimensionato seppure abbia salvato la faccia, il Movimento5Stelle ha fallito il tentativo di affermarsi a sinistra dei Democrat, Azione/Italia Viva ha fatto un buco nell’acqua, la galassia dei partitini a destra e a manca è rimasta una galassia di partitini se non una folata di pulviscolo stellare. In provincia di Frosinone Fratelli d’Italia ha stravinto. Porta a casa due o forse tre consiglieri regionali. Certamente dentro Daniele Maura con le sue 12.124 preferenze e Alessia Savo con 10.907. Il terzo nell’ordine con bel 8.808 preferenze, Antonello Iannarilli, assoluto protagonista della scena politica provinciale nel decennio scorso, ultimo presidente della Provincia eletto dal popolo, più volte Deputato, Consigliere Regionale, Assessore e varie altre cariche, potrebbe farcela con il premio di maggioranza. L’ufficialità bisogna attenderla perché i conteggi sono molto complicati e, nel momento in cui scriviamo, addirittura mancano alcune sezioni sul sito ufficiale del Ministero dell’Interno. Una beffa, comunque, per Gabriele Picano, che puntava a rappresentare il sud alla tavola imbandita della vittoria. Un vento favorevole come quello che spira in questo periodo per FdI non capita spesso e lui non ha spiccato il volo. La beffa del terzo consigliere per Fratelli d’Italia sarebbe anche più pesante per Pasquale Ciacciarelli, il consigliere uscente leghista, che ha ottenuto bel 13.339 preferenze, cioè 1200 più di Maura il primo degli eletti di Fratelli d’Italia, tanto per sottolineare l’entità dell’ingiustizia del sistema elettorale vigente. Questi infatti non sarebbe eletto e la Lega della provincia di Frosinone non avrebbe un rappresentante pur avendo ottenuto percentuali ben più cospicue della media di quelle dell’intera regione. Anche Forza Italia è andata molto bene in Ciociaria, terzo partito con il 10,46%. Qui vanno fatti i complimenti a Gianluca Quadrini, il coordinatore del Consiglio provinciale rientrato in extremis nel partito azzurro e che ha ottenuto il primo posto tra i concorrenti con 5.406 preferenze. Il centrosinistra non può che leccarsi le ferite. Le opposizioni eleggono in provincia di Frosinone un solo rappresentante, anzi, una sola. Sara Battisti. La capogruppo del Pd ha ottenuto quasi 17.000 preferenze e il partito di Frosinone, con quasi il 23%, è il più forte della regione. Un risultato che si deve anche alla battaglia innescata da Antonio Pompeo, già presidente della Provincia, che ha portato molto foraggio al quorum con le sue quasi 15.000 preferenze. Un Pd che perde insomma ma, nello stesso tempo, conserva energie elettorali per ricominciare e aprire una stagione nuova. Potrà farlo in quella congressuale che ora si apre davvero. Drammatica sconfitta per il Movimento5Stelle che non arriva alle due cifre. Per non parlare di Azione/Italia Viva che puntava su queste elezioni per affermarsi ma che non può consolarsi con il suo 5% in provincia di Frosinone, dovuto quasi esclusivamente alla candidatura del sindaco di Isola Liri, Massimiliano Quadrini con le sue 6.322 preferenze su 8.933 voti totale del partito. Ora sarà interessante davvero, e lo faremo al più presto, analizzare cosa è successo nelle città più importanti. Dario Facci
