Appelli sempre più accorati si sono susseguiti per tutta la giornata di ieri e sino a tardissima notte.
Al voto, al voto! Candidati locali e leader nazionali, all’unisono, hanno iniziato a lanciare appelli con ogni mezzo per invogliare gli italiani del Lazio e quelli della Lombardia a recarsi alle urne. L’affluenza, nonostante questa volta si possa andare ai seggi per due giorni e le operazioni di voto finiscano solo questo pomeriggio alle 15, è stata ieri davvero sconfortante. Alle 23 di ieri avevano votato solo il 26,28% degli aventi diritto. Un dato clamoroso che si distanzia di oltre 40 punti da quello del 2018. Allora si gridò allo scandalo per aver subito il 34% di astensionismo. Figuriamoci! Sarà davvero difficile, a meno di miracoli, colmare i quaranta punti di differenza con le regionali precedenti nella mezza giornata di oggi e se i miracoli non riusciranno i sondaggi elettorali erano stati addirittura ottimisti rispetto alla diserzione delle urne. La preoccupazione dei candidati e dei leader di partito è dunque giustificata. Se verrà segnato il record negativo di affluenza alle urne il risultato delle elezioni non è davvero prevedibile. Potrebbe essere sovvertito ogni pronostico perché se è vero che i delusi e i contestatori che avrebbero deciso di non votare potrebbero essere potenziali elettori di ogni schieramento e, dunque, la carenza di suffragio potrebbe in ipotesi essere distribuita tra tutti i candidati è anche possibile che ciò non accada e il dato potrebbe risultare clamoroso. Va detto che in provincia di Frosinone, pur nella penuria, il risultato dell’affluenza è decisamente migliore della media e superiore a quello di tutte le altre province del Lazio. Avevano votato alle 23 di ieri oltre il 31% degli aventi diritto. Dunque circa cinque punti in più della media regionale. Sei punti in più che a Roma e Città Metropolitana, quattro punti in più di Latina, più o meno un punto meglio di Rieti e Viterbo. Sembra poco ma quel cinque per cento su un dato del 27% a Latina significa circa un quinto degli elettori in più, un numero che potrebbe determinare, per esempio, il quorum per eleggere un consigliere in più con il premio di maggioranza. Insomma lo spettro dell’astensionismo, considerato dai sondaggisti la più consistente incognita di questa tornata elettorale, sembra proprio che voglia rivelarsi. Le ultime due settimane di campagna elettorale, quelle che avrebbero dovuto convincere e coinvolgere un elettorato che si dimostrava, già nelle premesse, distratto e svogliato, alla luce dei primi dati reali sarebbero state quanto meno inefficaci. Del resto che la campagna elettorale sembrava vuota e noiosa, priva di appeal, lo avevamo detto con anticipo. Comunque non è detta l’ultima parola: fino alle 15 si può andare a votare, il miracolo sarebbe che almeno il 30% degli elettori della provincia di Frosinone si rechi in queste ore a fare, come si diceva una volta, il proprio dovere di cittadino. Dario Facci QUI I DATI DELL’AFFLUENZA: SPECIALE REGIONALI LAZIO – L’Affluenza alle ore 23 | TG24.info
