Nella politica esiste una legge non scritta e che fa comprendere la caratura di qualsiasi amministratore, coordinatore di partito e candidato: dinanzi a situazioni critiche, siano esse oggettive o soggettive, dovrebbe emergere quella personalità nel saper gestire la circostanza. In gerco politico si definisce “spessore”. E ieri, al Consiglio comunale, si è notata inoltre la compostezza e la grande partecipazione del popolo di Fiuggi.

Urla, parole fuori posto, interruzioni continue, discorsi lasciati a metà, parvenze di intimidazioni, offese personali, minacce di querele.
Una bagarre che ha visto tre protagonisti: il consigliere di opposizione Fabrizio Martini e le due ex consigliere di maggioranza Simona Girolami e Simona D’Adamio. La seduta straordinaria, richiesta con la firma delle opposizioni di Fiuggi Civica, del Pd e delle due fuoriuscite, è iniziata con una comunicazione dell’ex assessore Girolami, la quale, in modo unilaterale, ha ripercorso le tappe che a suo dire avrebbero portato alla rottura definitiva con il resto della maggioranza. Stesso copione per Simona D’Adamio. Ad entrambe ha replicato il sindaco Baccarini, spiegando che le motivazioni di una divergenza così profonda vanno ricercate in motivazioni gestionali delle deleghe, consiliari e assessorili assegnate, come nel caso dei servizi sociali e del turismo. Il primo cittadino ha elencato tutte le risorse messe a disposizione della Girolami negli ultimi quattro anni,

sottolineando che più volte è dovuto intervenire personalmente a risolvere tante criticità sorte a causa di responsabilità personali. Più volte il primo cittadino è stato interrotto dalle urla e dalla condotta non proprio rispettosa di un luogo come l’Assise comunale, e nonostante la bagarre in aula è riuscito a rimettere in ordine il puzzle della cronistoria amministrativa, dimostrando di avere quello spessore politico che gli ha permesso di replicare anche alla mozione sulla privatizzazione aziendale di Acqua & Terme presentata dalle minoranze. Proprio su quest’ultimo punto il sindaco Baccarini ha messo all’angolo la minoranza della Fiuggi Civica di Fabrizio Martini, fornendo carte alla mano e fugando qualsiasi dubbio sollevato dall’ex sindaco apparso in enorme difficoltà.
Se da un punto di vista amministrativo il Consiglio comunale di ieri non ha fatto emergere grandi novità ma solo la certificazione di una presa d’atto, considerato che nei fatti Simona Girolami è fuori dalla maggioranza da circa un anno e Simona D’Adamio addirittura da tre anni, da un punto di vista politico sono emersi due elementi nuovi: l’inizio ufficiale della campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale, con gli schieramenti che iniziano a delinearsi. Da una parte la Fiuggi Civica di Fabrizio Martini, Simona Girolami e Simona D’Adamio (con il sostegno del PD). Un’alleanza benedetta da Gianluca Quadrini grande sponsor sul territorio di Martini e della Girolami. L’altra novità invece riguarda la leadership. Nel Consiglio comunale di ieri le opposizioni hanno dato delega bianca a Martini di intervenire – anche in maniera troppo superficiale – su una vicenda cruciale per le sorti di Fiuggi, come la privatizzazione appunto. Il silenzio del PD è emblematico di una scelta politica che va in una determinata direzione e che rievoca i fantasmi di un recente passato, quando, proprio l’ex sindaco, fu sfiduciato da chi oggi siede al suo fianco.
Marco Ciancarelli