Regionali – La carica del leader ma quasi solo per Rocca

Dario Facci
3 MIn Lettura
Manca una settimana al voto per le Regionali, la campagna d’inverno volge irrimediabilmente al termine ed è ormai inutile rimuginare sul perché delle cose. Certezze non può averle nessuno, speranze più o meno questo o quello, non ci restano che le sensazioni del momento.

Quella, sempre più forte, di questi giorni è una evidentissima differenza tra le forze in campo sotto il profilo della presenza, dell’abbraccio corale e, in definitiva, del sostegno al proprio candidato. Abbiamo assistito nelle ultime ore alla potente kermesse pro Rocca che il leader del centrodestra, premier davanti a tutti, hanno organizzato nell’Auditorium Conciliazione. Tajani, Salvini e Meloni, con il Cavaliere in collegamento video, hanno raccontato per filo e per segno perché vincere nel Lazio è direttamente funzionale al rafforzamento del Governo (lo avevamo anticipato qualche giorno fa da queste colonne), oltre ad essere importante, a loro dire, per lo sviluppo del territorio ecc.ecc. Giorgia Meloni ha utilizzato quel palco, tra l’altro, per lanciare messaggi sulle vicende più pressanti del momento, Faccenda Cospito in particolare, calamitando la totale attenzione dei media sull’avvenimento. Berlusconi ha replicato a raffica, e continua a sostenere con tutti i suoi mezzi anche in queste ore che il Lazio è la regione più importante d’Italia, che Roma è la città più importante del mondo e che il resto della regione è bellissimo e pieno d’iniziative, economiche e culturali. Motivo questo per il quale la filiera regione-governo nazionale non potrebbe che portare grandi benefici. Dalla parte del coriaceo D’Amato faccio fatica a ricordare iniziative corali, leader infervorati, messaggi al territorio da parte di esponenti non direttamente impegnati nella lizza elettorale. L’ultimo con una certa eco, forse, una settimana fa a via dei Frentani con Zingaretti e il sindaco Gualtieri. Probabilmente i capi del Pd sono troppo impegnati nelle interminabili vicende congressuali. Potrebbe essermi sfuggito qualcosa, non lo nego, ma seppure fosse la sensazione di un centrodestra tonico e positivo resterebbe ugualmente come quella di un D’Amato sempre sorridente, mai stanco, continuamente propositivo e pronto, ma un po’ soletto. Dario Facci
Condividi questo articolo
Nessun commento