Sparatoria Alatri – Le reazioni a caldo di Melissa Morganti e del Comitato del premio intitolato ad Emanuele

Andrea Tagliaferri
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Si dice arrabbiata Melissa Morganti che non si capacita del dolore che un’altra famiglia sta vivendo oggi come allora fu per Emanuele.

“Sono arrabbiata, di nuovo, soprattutto perché mi sembra di rivivere ancora quella tragedia che a noi non ha mai lasciato. Tutti si ricordano di noi, di me, solo quando succede un’altra tragedia. Dove erano queste persone in questi anni quando quei pochi volontari, da soli, hanno provato a fare qualcosa di positivo in memoria di Emanuele sì, ma soprattutto in favore dei giovani che vivono condizioni di disagio che portano anche a queste tragedie? Seguo da vicino le attività del Comitato del Premio Morganti che da due anni si batte con un concorso letterario per le scuole superiori per stimolare la riflessione e il dibattito tra i giovani ma fanno tutto da soli. Avevano ragione, bisognava approfittare della tragedia di mio fratello per fare cultura e prevenzione solo così poteva avere un minimo di senso invece mi tocca dare ragione alla mia cara mamma ormai scomparsa che profetizzò ‘altro dolore per altre mamme’ se le cose non fossero cambiate. Le risse ci sono sempre state ma mai si è arrivati ad uccidere o addirittura ad usare un’arma da fuoco questo è il vero problema, un problema sociale relativo alle reazioni troppo esagerate di questi ragazzi a liti, risse e ai confronti. Spero che stavolta la giustizia sia ineccepibile e che ci siano pene certe e veloci, una volta individuati i colpevoli”. Così il Comitato del Premio Morganti per la Scuole: “Come comitato del premio Emanuele Morganti, nato proprio per mantenere viva la memoria del giovane ucciso nel 2017 e per tenere alta l’attenzione sui problemi sociali che hanno portato a quella immane tragedia, non possiamo che stringerci accanto alla famiglia di Thomas Bricca di soli 18 anni. Un altro episodio che sottolinea come le nuove generazioni anche in piccole o medie realtà vivono delle situazioni di disagio e di disattenzione da parte del mondo ‘adulto’ che, se esasperate, possono portare a tragedie come quella di Emanuele e di Thomas appunto. La solitudine, la paura, la mancanza di idee positive per il futuro, sono sentimenti di cui bisogna farsi carico collettivamente. La presenza sul nostro territorio di attività e mentalità criminali, è una piaga che va combattuta con energia e determinazione. Continueremo con ancor più impegno le nostre attività sul territorio”. Ey
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