Il teatro è quello dell’Adnkronos, nell’arena i candidati alla Presidenza della Regione Lazio. Le armi sono sempre le stesse: i rifiuti di Roma, la Roma-Latina e le consolari del terzo millennio, la sanità che ha fatto progressi ma nel pronto soccorso delle province sembra sempre medioevo e le liste d’attesa, nonostante le promesse, non finiscono mai; lo stadio di Roma si o no? Ma come, è stato già approvato! Cose così, come se il Lazio fosse una città da amministrare punto e basta. Va detto che le argomentazioni dei candidati languono, un po’ deludono. La politica delle parole terra terra stufa, non quaglia, non esalta e non coinvolge. Un leader deve saper fare sognare, la politica vincente, checché se ne dica, è anche sogno. Forse le responsabilità sono anche dei giornalisti: non sappiamo che inventarci, ci fermiamo alla prammatica nelle domande, siamo assuefatti dalla prassi dell’esposizione. Il Lazio signori miei, merita di più.
Detto ciò occorre calarsi nella realtà e accontentarsi. Quando ai candidati viene fatta la domanda retorica se preoccupa l’astensionismo dalle urne la risposta non può essere che sì, certo che preoccupa ma quando a rispondere è chi non ha governato, per esempio Rocca, la risposta non può che battere sullo scarso coinvolgimento dei cittadini, specialmente i giovani, nelle ultime due legislatura. Se vincerà lui le cose cambieranno. Fino alla prova del nove non potrà certo essere smentito. La risposta alla domanda, ripetuta nell’ultimo decennio a ogni elezione, potrebbe essere: non è che non gli piacete abbastanza? Non è che questa proposta politica e questa povertà di argomenti ripetuti fino alla noia (la diatriba inconcludente sul termovalorizzatore di Roma avrà stufato pure le oche del Campidoglio) è troppo poco coinvolgente? Non sarà che anziché lontana dai cittadini questa politica è troppo povera, ripetitiva e scontata? Venendo alle infrastrutture non è che noi della provincia di Frosinone possiamo essere contentissimi. Le nuove strade che hanno una qualche concretezza di essere realizzate non toccano il nostro territorio e questo a prescindere da chi vincerà la partita nelle urne. Il derby sull’attraversamento trasversale, se verrà realizzato alla latitudine Civitavecchia-Ancona o una trasversale che premi il porto del sud, quello di Gaeta, non sarà certo vinto a parole durante la campagna elettorale. Una responsabilità troppo grossa per chiunque debba capitalizzare proseliti. Una spinta dovrebbe arrivare dai candidati della nostra provincia che fino ad ora, a parte poche eccezioni, sino ad ora non si sono certo distinti in proposte. Si distinguono per attivismo due dei tre consiglieri uscenti, Battisti e Ciacciarelli. Per il resto, per ora, poca roba. Il Lazio, la provincia di Frosinone, meritano di più. Dario Facci
