Sabato scorso la cerimonia ufficiale presso la collegiata di Santa Maria Maggiore alla presenza del Vescovo uscente Mons. Loppa e il sindaco, oltre ai vertici della Soprintendenza di Frosinone e Latina
Dopo lunghi mesi di restauro è tornata nella sua sede naturale, presso la chiesa di Santa Maria Maggiore, la Madonna di Costantinopoli, un’opera unica nel suo genere risalente al dodicesimo secolo. Il restauro, finanziato dal Ministero della Cultura tramite la Soprintendenza di Frosinone Latina, ha sottoposto l’antica statua e gli sportelli istoriati ad essa collegati ad un intenso lavoro di ripulitura e di riscoperta di alcuni dettagli, così che, da oggi, il pubblico locale e i visitatori possono finalmente ammirare una delle sculture lignee di maggior pregio storico e artistico di tutto il Lazio. L’opera ha conosciuto un trattamento antitarme, analogo ad un intervento già eseguito tre anni fa. In più, il complesso (la statua principale e i due pannelli laterali) è stato stuccato in diversi punti, laddove si presentavano lati fragili o indeboliti dal tempo. Infine, ed è l’aspetto più palese e che risalta immediatamente, è stata passata una vernice trasparente che fa stagliare in maniera molto forte il cromatismo dell’opera. È così che oggi la Madonna di Costantinopoli presenta dei colori decisamente più forti di quelli a cui ci si era abituati che erano frutto dell’usura del tempo. Il complesso è visibile attraverso un nuovo allestimento in metallo e vetro e posto in posizione più avanzata rispetto alla teca di fondo in cui era custodita. Ma c’è anche una novità: durante il restauro, infatti, sono state trovate delle tracce di pitture e (forse) di scritte nella parte retrostante del complesso ligneo: tracce che saranno oggetto di approfondimenti e ulteriori studi, i quali potrebbero fornire nuovi indizi sulla Madonna di Costantinopoli e il periodo in cui fu realizzata (XII secolo). “Restaurare un’opera d’arte di tale grandezza e significato antropologico- ha commentato il sindaco Cianfrocca- assume un significato più ampio nell’opera quotidiana di “restauro” di tutti noi che si nutre anche della grandiosità di manufatti artistici di inestimabile valore, e la Madonna di Costantinopoli ne è esempio eccellente, pregiato, autentico, raro e unico”. Il ritorno ad Alatri di quest’opera di pregio è stato sancito ufficialmente in un evento che si è svolto sabato scorso presso la Collegiata di S.Maria Maggiore alla presenza di S.E. Mons. Loppa, da pochi giorni amministratore apostolico della Diocesi di Alatri-Anagni dopo averla guidata a lungo come Vescovo, il sindaco Maurizio Cianfrocca, il parroco don Walter Martiello, La soprintendente Lisa Lambusier, il direttore dei lavori Paola Refice, i tre funzionari Monica Sabatini (restauratore), Lorenzo Riccardi (storico dell’arte), Lorenzo Mattone (architetto), la restauratrice Ida Bigoni. Per l’occasione il primo cittadino di Alatri ha donato una targa a S. E. Mons. Loppa ringraziandolo per la sua attenta e entusiastica attività e presenza come vescovo della Diocesi per tanti anni. Ey
