Ragazza stuprata, giudizio immediato per un operaio di 28 anni. L’udienza è stata fissata per il prossimo 10 marzo.
L’uomo deve rispondere di violenza sessuale aggravata, lesioni e maltrattamenti nei confronti della fidanzata di 26 anni nonchè sua collega di lavoro. I fatti che hanno portato all’arresto dell’operaio, risalgono alla notte del 27 settembre scorso, quando l’operaio che provava nei confronti della ragazza una gelosia morbosa le aveva dato un appuntamento davanti alla stazione di Anagni. Ma una volta nell’abitacolo, sotto la minaccia di un coltello prima l’aveva massacrata di botte e poi l’aveva costretta a subìre un rapporto sessuale. Mentre consumava lo stupro l’aveva ripresa con il telefonino. Poi l’aveva minacciata di inviare quel video al fratello e di pubblicarlo sui social. A distanza di un paio d’ore aveva preteso un altro rapporto sessuale. Non contento di averla umiliata in quel modo l’aveva presa a pugni e calci spuntandole in faccia ed etichettandola con parole poco edificanti. Secondo quanto riferito dalla vittima l’avrebbe stuprata per ben tre volte. Mentre la riportava a casa per giustificare quel volto insanguinato ed i lividi che aveva su tutto il corpo le aveva suggerito di dire alla famiglia che aveva avuto un incidente stradale. Ma la madre che non aveva creduto nemmeno ad una parola aveva accompagnato la figlia in ospedale. Da qui era scattata la denuncia e nel giro di poco tempo il 28enne è stato arrestato. Gli investigatori che hanno avviato l’inchiesta hanno scoperto che già il 3 settembre scorso la ragazza sempre per motivi di gelosia era finita al pronto soccorso perché l’operaio con una testata al volto le aveva provocato una fuoriuscita di sangue dal naso. La vittima che si è rivolta all’avvocatessa Francesca Ruggeri dell’associazione antiviolenza “Fammi Rinascere” si costituirà parte civile. Mar. Ming.
