Anagni – Lampade votive al cimitero, interviene il Comune

Ettore Cesaritti
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Con un intervento coraggioso, il Comune è intervenuto sul servizio di illuminazione votiva evitando un black out generale.

Da qualche mese sulla parete del container che ospita gli addetti ai servizi cimiteriali era affisso il cartello dal contenuto inequivocabile: “avviso – cessazione servizio di illuminazione votiva presso il vecchio cimitero comunale di Anagni. Si comunica che a decorrere dal 01.01.2023 la ditta concessionaria del servizio di illuminazione votiva presso il vecchio cimitero comunale cesserà l’erogazione del servizio, con contestuale interruzione dell’energia elettrica per intervenuta scadenza del contratto di concessione e gestione. Per eventuali informazioni s’invitano i signori utenti ed abbonati a rivolgersi ai competenti uffici comunali. Firmato la società concessionaria”. Nonostante i 30 anni di tempo, nessuno aveva previsto un simile evento. Problemi sono stati evitati in Zona Cesarini, addirittura aumentando le ore di luce somministrata. La vicenda ha le sue radici ormai trentennali. Correva l’anno 1992 quando il consiglio comunale, su proposta dell’assessore Lorenzo Pica, decise di razionalizzare il servizio di illuminazione votiva, predisponendo tramite la società vincitrice dell’appalto allacci singoli per i circa dodicimila loculi esistenti e punti luce su palo. Prima di allora, le lampade erano allacciate a diversi contatori e, per una serie di motivi, s’era arrivati ad un corposo contenzioso con la società elettrica. La quale aveva deciso il distacco delle utenze. Un assessore convocò i rappresentanti della società. Risultato: la società rinunciò a chiedere gli importi scaduti, e tutto venne archiviato. L’operazione siglata da Pica normalizzò il servizio, con risultati evidentemente non soddisfacenti per il gestore, che ha gettato la spugna. Dovrebbe essere comunque il consiglio comunale a decidere se proseguire nella gestione da affidare a terzi o cambiare metodo. E.C.  
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