Lavorava come colf in una famiglia di Cassino durante un periodo di malattia e soprattutto negli orari in cui avrebbe dovuto essere sottoposta alla visita di controllo da parte del medico delegato dall’Inps, la cosidetta ‘fase di reperibilità’.
Un fatto questo che ha indotto la dirigenza di una RSA di Sant’Elia Fiumerapido a licenziare la dipendente infedele che però ha impugnato la decisione. Il tribunale di Cassino, lo scorso 19 dicembre, con una sentenza ha dichiarato legittima la decisione della proprietà della clinica privata, rappresentata in sede di dibattimento dall’avvocato Sandro Salera e dall’avvocato Claudine Pacitti. Il giudice del lavoro, come illustrato dai legali, ha ritenuto che la condotta contestata alla lavoratrice dal datore di lavoro, costituisce una reiterata violazione dell’obbligo del lavoratore in malattia di essere reperibile nel proprio domicilio ed in determinate fasce orarie. Per questo motivo il ricorso presentato dalla lavoratrice, che non ha saputo fornire prova contraria, è stato ritenuto legittimo dal Giudice. an
