Provincia/Regione – Egato, botte da orbi tra D’Amato e i Cinquestelle

Dario Facci
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Il campo di battaglia è quello divenuto quasi ovvio dei nuovi Egato, le autorità provinciali dei rifiuti le cui nomine hanno generato un putiferio dentro e fuori dal Pd.

A preoccuparsi molto della piega che ha preso la cosa, cioè un vero e proprio tritacarne mediatico che si è abbattuto soprattutto sugli emolumenti dei dirigenti dei nuovi enti è ovviamente il candidato alle Regionali per il Pd, Alessio D’Amato. Questi in un’intervista rilasciata a Il Foglio, tra le altre cose ha affermato: “La cosa non mi imbarazza. Proporrò nel mio programma elettorale il taglio delle indennità che dovranno essere parametrate a quelle di un normale funzionario pubblico, dunque uno stipendio molto più basso di quello irragionevole voluto da un emendamento del M5S (…)”. Naturalmente i pentastellati non se la sono tenuta. In un comunicato stampa la consigliera regionale Gaia Pernarella tuona: “Il candidato presidente D’Amato prima di rilasciare dichiarazioni dovrebbe informarsi meglio, magari con il Presidente dell’Egato di Frosinone, che sono certa gli avrebbe evitato di dire sciocchezze come quelle che abbiamo letto oggi”. La Pernarella spiega nella nota che la Legge presentata dal M5S “non prevedeva alcun CdA e ogni ruolo politico era demandato all’Assemblea dei Sindaci, senza alcun onere a carico dei cittadini”. Poi precisa che nel corso della discussione in Aula il Movimento5Stelle ha presentato emendamenti per ridurre il numero dei componenti del CdA a tre e anche per tagliare le indennità di Presidente e CdA, per apporre clausole sulla comprovata esperienza dei componenti, quest’ultimo unico emendamento accolto che, però, aggiunge “evidentemente disatteso”. Sullo sfondo di tutto questo c’è il definitivo (almeno così sembra) addio a un qualsiasi accordo elettorale per le regionali al quale D’Amato teneva molto. Dario Facci
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