Tre candidati alla Presidenza della Provincia. Nessuna sorpresa.
Questa mattina hanno ufficializzato il sindaco di Arce, Germani e quello di Sora, Di Stefano. Ieri si era presentato il primo cittadino di Frosinone, Riccardo Mastrangeli. Questi si è definito l’unico candidato del centrodestra in campo e non gli si può dar torto. Gli altri due sono il frutto della spaccatura del Pd, ormai lontano da qualsiasi sintesi. Luigi Germani è sostenuto, oltre che dalla parte del PD afferente al sindaco di Cassino, Salera e al presidente uscente, Pompeo, anche da Fratelli d’Italia. Con il sindaco di Sora la parte del PD che fa capo a Francesco De Angelis e a Sara Battisti. Ovviamente sono in circolazione molte informazioni e supposizioni circa il sostegno a uno dei candidati di questo o quell’altro sindaco, questo o quel partito. Argomento che al momento va tralasciato per due motivi: 1) Non ci sono dichiarazioni ufficiali; 2) La campagna elettorale è appena iniziata e gli assetti in vista di un voto di secondo livello, qual è quello per la Provincia, tendono a mutare anche radicalmente. Brevemente cosa si può dire dei tre candidati in lizza. Due, Mastrangeli e Germani, hanno una lunga esperienza di carattere amministrativo. Entrambi di origini centriste e moderate. Il primo è stato anche parlamentare ed esponente di Forza Italia della prima ora. Germani un democristiano non pentito prima di ruotare nell’area progressista è stato innumerevoli volte sindaco di Arce ed ha alle spalle, oltre che nel carnet di esperienze, un numero considerevole di campagne elettorali. È, tra i tre, il solo a provenire da un piccolo comune. Di Stefano, sindaco di Sora che tiene molto a sottolineare la sua natura civica (è retto da una maggioranza di varia estrazione) è molto giovane ed è alla prima esperienza. Si tratta dunque di candidati molto diversi tra loro per caratteristiche, storia, età e provenienza. Oltre quel che rappresentano in quanto ad equilibri politici, di partiti o parti di partiti, ambizioni più o meno personali di questo o quel leader, sarà comunque uno di loro ad avere la responsabilità di guidare l’ente più importante del territorio. Un ente che, oltre qualsiasi pregiudizio o attentato, è in grado, se ben guidato, di determinare le sorti e il futuro.
