Calcio – Intervista a Mattia Perrotti: “Sora e Cassino piazze stupende che non dimenticherò”

Alesssandro Iacobelli
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Parola a Mattia Perrotti. Il figlio d’arte oggi è un bomber maturo che mette a disposizione tutta la sua esperienza alla rosa dell’Hermes Giuliano di Roma in Prima Categoria. L’attaccante classe 1988 ha girato in lungo e in largo il territorio regionale indossando diverse casacche illustri.
Dal Sora al Cassino passando per Morolo, Colleferro e Anagni. Piazze calde e ambiziose che hanno applaudito le gesta di un giocatore che ha saputo sempre ritagliarsi con merito un ruolo da protagonista. Basti pensare alla stagione esaltante vissuta a Sora nel 2011 con lo spareggio vinto nella bolgia del Flaminio contro il Frascati di mister Pochesci e il salto in Serie D con i colori bianconeri alle dipendenze di Pasquale Luiso. Papà Fabrizio, oggi allenatore, è stato un calciatore molto apprezzato che ha calcato i campi del professionismo per diversi anni con parentesi da sottolineare nel Frosinone tra la seconda metà degli anni novanta e l’inizio del 2000. Il futuro di Mattia coinvolge un altro settore al di fuori del terreno di gioco. Da tempo infatti l’ex Boville lavora al Gemelli di Roma ed è laureato in psicologia. Nel prossimo weekend l’Hermes Giuliano di Roma riposerà. Come si è comportata la squadra in questa prima parte di stagione? “La prima parte di stagione con l’Hermes secondo me è positiva. Abbiamo fatto 5 partite con 8 punti. Potevamo avere qualche punto in più, però il dato è nel complesso buono. Abbiamo subito pochissimi gol e d’altra parte forse ne abbiam fatti pochi. Dobbiamo concretizzare meglio le occasioni che ci capitano. Contro il Posta Fibreno domenica è stata una partita a senso unico dove io ho sbagliato anche un rigore. La squadra è nuova con un mister nuovo e giovane con tante idee. Alla lunga potremo dire la nostra divertendoci. L’obiettivo magari non è quello di vincere il campionato ma man mano sono certo che usciremo fuori ottimamente”. In carriera hai indossato davvero tante maglie sempre con ottimi risultati. C’è stata un’avventura che più delle altre è rimasta nel tuo cuore? “Ho indossato tantissime maglie. Ho vinto quattro campionati di Eccellenza. Il ricordo più bello è il trionfo nel 2011 con il Sora nello spareggio al Flaminio contro il Frascati. Ricordo quella volsca come una piazza importante che merita il meglio anche per il futuro. Vedo con grande piacere che oggi è prima in classifica. Il ricordo di quella giornata a Roma, con tutta quella gente venuta da Sora, è indelebile nella mia mente. Fu bello anche il torneo vinto a Cassino”. La tua è una famiglia dedita al calcio. Che tipo di rapporto si è instaurato con tuo padre negli anni? “Il rapporto con mio padre è sempre stato bello. C’è stato solo qualche screzio quando mi allenava. All’epoca ero un ragazzo età di lega in Serie D e magari non giocavo sempre. Il calcio è stata la sua vita e poi anche la mia. Lui ha giocato in categorie vere, io non ho raggiunto gli stessi livelli ma sono riuscito a togliermi comunque grandi soddisfazioni”. Cosa farà da “grande” Mattia Perrotti? “Ad un certo punto però, quando capisci a 26-27 anni che oltre una certa vetta non puoi andare, è giusto pensare al futuro oltre il pallone. Io ad esempio lavoro da tanto al Gemelli di Roma e da poco mi sono laureato in psicologia. Una volta appesi gli scarpini al chiodo la strada sarà sicuramente quella. Il calcio rimarrà sempre nella mia vita. In questo momento non so se in futuro resterò in questo ambito”. Alessandro Iacobelli
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