Alatri – Tenta di sparare al fratello, imprenditore patteggia la pena

Marina Mingarelli
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Nel corso di una violenta lite, un 58enne imprenditore residente ad Alatri, aveva impugnato un fucile da caccia ed aveva tentato di sparare al fratello. Per tale motivo l’uomo era stato arrestato il 18 luglio scorso. Nei giorni scorsi ha patteggiato la pena a tre mesi di carcere (pena sospesa e non menzione). Il reato di tentato omicidio, va detto, era decaduto subito dopo l’udienza di convalida in quanto l’avvocato difensore Tony Ceccarelli aveva dimostrato che nonostante l’arma fosse carica, il suo assistito non aveva sparato. I carabinieri intervennero all’ingresso alla villa della potenziale vittima e bloccarono l’imprenditore mentre deteneva in mano il fucile.

Quindi è rimasto in piedi il reato di porto abusivo di arma e minaccia a mano armata. Un reato per il quale sono previsti dai tre ai dieci anni di carcere. A far scatenare la lite degli interessi economici derivanti dall’azienda che i due fratelli gestivano in comune. Tornando al processo l’avvocato difensore è riuscito ad ottenere due attenuanti speciali che prevedono la riduzione della condanna. Si tratta degli articoli 5 e 7 della legge del 1967 che prevedono delle riduzioni di due terzi, oltre una ulteriore riduzione di un terzo della pena da comminare, quando di tratta di armi comuni da sparo e qualora non ci fosse comunque un numero elevato di munizioni. L’uomo subito dopo l’arresto era stato scarcerato e messo in libertà. Nei giorni scorsi è arrivata la sentenza con una pena irrisoria. Mar. Ming.
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