Fiuggi – Coppia fiuggina bloccata da mesi in Costa d’Avorio. Appello al ministro Tajani

Marco Ciancarelli
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(di Marco Ciancarelli) Oltre settemila chilometri dividono Roma dalla Costa d’Avorio, una distanza tanto lunga quanto la via crucis che sta affrontando la coppia di coniugi fiuggini, l’imprenditore Maurizio Cocco e sua moglie Assunta. Una vicenda assurda e quanto mai controversa che ha inizio lo scorso mese di maggio, quando, il noto costruttore, viene coinvolto in un rocambolesco arresto e accusato dalle autorità locali di traffico internazionale di droga e riciclaggio di denaro. Qualche settimana più tardi, il 31 maggio, la moglie Assunta si reca in Africa per assistere il marito e per adempiere a tutti gli obblighi in seno alla gestione dell’azienda. Da quel momento in poi non ha fatto più ritorno a casa perché le autorità le hanno sequestrato il passaporto.

Sono trascorsi sei mesi da quei fatti di cronaca e oggi, seppur in posizioni differenti, l’incubo continua. L’ingegner Cocco resta dietro le sbarre, seppur in questi mesi il tribunale ha fatto decadere l’accusa di traffico internazionale di droga, accertando la sua estraneità; resta in piedi l’accusa di riciclaggio di denaro e su cui si stanno svolgendo degli ulteriori accertamenti ma nel contempo resta in carcere. È altresì doveroso sottolineare il contesto in cui si svolgono le indagini giudiziarie, gli strumenti investigativi a disposizione e i tempi lunghissimi della giustizia. Nel contempo però l’imprenditore fiuggino continua a soffrire in galera, nonostante la sua posizione si sia alleggerita rispetto a sei mesi fa. Alla moglie Assunta invece, estranea ai fatti, le è impedito di tornare in Italia: bloccata all’aeroporto lo scorso agosto, le autorità le hanno sequestrato i documenti e accompagnata in carcere per poi essere rilasciata dopo una settimana. La donna inoltre deve rientrare assolutamente in Italia per sottoporsi ad un delicato intervento chirurgico. Questo è quanto, in estrema sintesi in questa storia assurda e complicata, ci hanno raccontato i due coniugi direttamente dalla Costa d’Avorio. Aggiungendo: “Io e mio marito siamo vittime di una storia assurda e ancor di più di una giustizia lenta e inefficace, che ci ha portato dopo sei mesi a una condizione di disperazione. Le indagini sul caso di mio marito hanno portato dopo sei mesi alla caduta di uno dei capi d’imputazione e mi chiedo: considerata la lentezza delle indagini, quanto tempo dovrà ancora passare prima che possa decadere anche l’altro capo d’accusa? Maurizio si trova rinchiuso in un carcere africano e lascio soltanto immaginare a chi legge le condizioni estreme di vita. Questa situazione di stallo giudiziaria ha portato anche la sottoscritta a subire il ritiro dei documenti e a non poter tornare a casa dalla mia famiglia”. A quanto riferito sembrerebbe che anche gli appelli alle autorità italiane sul territorio africano al momento siano caduti nel vuoto: “Insieme al nostro legale di fiducia abbiamo più volte avvisato l’ambasciata italiana, affrontando nel dettaglio il caso che ci ha travolto. Dopo mesi di contatti – spiega la signora Assunta – ci siamo rivolti alla Farnesina ma la situazione sembra ingessata, immobile. Resto ospite da un’amica e i nostri conti correnti sono stati bloccati”. Da qui l’esigenza di far uscire pubblicamente una storia, il cui esito è tutto da scrivere, rivolgendo un accorato appello direttamente al nuovo ministro degli esteri Antonio Tajani, cittadino di Fiuggi: “Onorevole Tajani ci aiuti con ogni mezzo a sua disposizione a sbloccare questa situazione che ci vede ‘sequestrati’ in uno Stato straniero. Ho bisogno di rientrare in Italia e sottopormi ad un delicato intervento chirurgico – conclude la signora Assunta – perché potrei rischiare la vita. Stesso discorso per mio marito rinchiuso ingiustamente in un carcere da terzo mondo, affinché possa almeno assistere ai domiciliari alla conclusione di queste indagini assurde, senza subire una ingiusta detenzione”. La giustizia farà il proprio corso ma l’umanità e la solidarietà ai due fiuggini è fuori discussione, considerato che proprio questa mattina il tribunale locale ha rigettato l’istanza dell’avvocato al dissequestro del passaporto. Marco Ciancarelli
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