(di Dario Facci) I conti senza l’oste. Un vizietto che non ha portato bene al centrosinistra frusinate quando si era impantanato nell’interpretazione di un campo largo troppo largo per le elezioni comunali di Frosinone e che, stando a quel che si vede per le Provinciali, ancora infligge le sue tentazioni a una certa parte del Pd.
Per quanto attiene al confronto per la conquista di Palazzo Iacobucci ovviamente “l’oste” è completamente diverso. Si chiama “livello regionale” e, in aggiunta, “elezioni regionali”. Non che i due momenti elettorali abbiano attinenza tecnica (il primo è di secondo livello, non vota il popolo) ma è fuori dal mondo noto pensare che al tavolo delle trattative per la scelta delle candidature per la conquista di via Cristoforo Colombo e della Pisana non salti fuori l’equilibrio che le coalizioni devono avere collocando pedine di qua e di la. E’ difficile pensare, a meno di vivere in un altro mondo, che in queste ore i rispettivi Regionali non siano su tutte le furie con e tra i partiti delle coalizioni per quello che sta succedendo a Frosinone. Come non pensare che infastidisca e non poco un eventuale accordo sinistra-destra per la designazione di un candidato a Palazzo Iacobucci se la destra è FdI e a Roma D’Amato spera di rinsaldare una qualche coalizione di centrosinistra, attualmente liquefatta? Come non pensare che nel centrodestra infastidisca parecchio la distruzione della coalizione nel frusinate quando a profilarsi è la possibilità di riconquistare, con un candidato rigorosamente di coalizione, la Regione? Difficile davvero non pensare poi che la cosa darebbe parecchio fastidio per esempio a un candidato in pectore di FdI come Fabio Rampelli, il quale avrebbe tutte le ragioni di ambire a un lasciapassare ampio da parte degli alleati invece che assistere allo sfrangiamento dovuto alle scelte rocambolesche attuate dal suo partito in Ciociaria. Soprattutto se sul tutto gravasse una crisi nella maggioranza del Comune Capoluogo appena riconquistato nelle urne. Lo stesso varrebbe per qualsiasi candidato di qualsiasi partito e non credo affatto che un politico ormai esperto come il senatore Ruspandini certi conti non sappia farseli e certe opportunità non sappia vederle. E allora quanto sarebbe doloroso per il centrosinistra locale se alla fine di tutti i giochi e di tutte le chiacchiere di questi giorni il centrodestra, come è accaduto spesso, finisse per ricompattarsi lasciando tutte le scorie e tutti i cocci rotti in dote a un Pd polverizzato? L’oste è bravo soprattutto a portare il conto.
