Sindaci del cassinate per Sacco e lo sfascio delle coalizioni è servito

Dario Facci
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(di Dario Facci) Coalizioni sfasciate. Uno, due, tre Partiti Democratici. Il cittadino della provincia di Frosinone, estromesso da una legge dannosa, azzoppata ma tuttora viva e vegeta a dispetto di qualsiasi logica e di ogni principio costituzionale, assiste attonito allo spettacolo nonsense che conduce all’elezione del nuovo presidente della Provincia.

Nelle ultime ore abbiamo saputo che una ventina di sindaci di area progressista si erano riuniti per interrogarsi sul da farsi nella controversa vicenda dell’individuazione di un candidato. Pareva che si fossero espressi in maggioranza per una soluzione che vedesse in pista un esponente di area. Lo avevano dovuto specificare perché una parte dei rappresentanti del Partito Democratico, invece, tifavano per un sindaco civico tendente al centrodestra come quello di Roccasecca, Peppe Sacco, una volta archiviata l’opzione Di Stefano, il sindaco di Sora inviso ad alcuni di loro. Una soluzione, questa, che alcuni del medesimo PD sospettano sia frutto di un accordo contro-natura tra Francesco De Angelis e il senatore di Fratelli d’Italia Massimo Ruspandini. Il primo in cerca di una affermazione, anche a costo di un patto col diavolo, il secondo invogliato da una forse eccessiva smania di vendetta nei confronti di Ottaviani/Mastrangeli e, dunque, pronto a liquefare la tanto osannata e proverbiale unione della coalizione di centrodestra. Abbiamo anche saputo che durante quella riunione tra i sindaci progressisti, s’era formata una crepa nel tessuto già franoso, quando alcuni, guidati dal primo cittadino di Aquino, Libero Mazzaroppi, avevano accusato il presidente uscente, Antonio Pompeo, di essersi dimesso troppo tardi e di aver impedito a molti di loro (compreso il sindaco di Cassino, Salera) di candidarsi alla sua successione. Questi aveva detto che la segreteria del Pd era concorde: putiferio. Abbiamo saputo, da indiscrezioni, che il confronto tra lo stesso Pompeo e i vertici del Pd, il giorno seguente, presso la federazione del partito, è stato un disastro. Frattura totale. La conseguenza è stata la mossa ulteriore di Mazzaroppi (ma tutti leggono De Angelis) che ha presentato le firme di undici sindaci del Cassinate, più il primo cittadino di Pontecorvo che si sarebbe unito in seguito, che sostengono la candidatura di Peppe Sacco, in quanto rappresentante dei territori del Sud. Per questo chiedono al sindaco di Cassino, Salera, di associarsi alla crociata. I sindaci firmatari sono: Gioacchino Ferdinandi (FI), Libero Mazzaroppi (Pd), Nadia Bucci (FI), Roberto Angelosanto (FdI), Paolo Fallone (PD), Gianni Fantaccione (PD), Antonio Iannarelli (civico), Valentina Cambone (area PD), Bernardino Donfrancesco (civico), Benedetto Cardillo (PD), Francesco Piccirilli (PD). Si nota, dunque, una marcata maggioranza di sindaci del Pd in questa compagine, oltre ai sindaci di Forza Italia (anche Sacco è sempre stato pensato vicino agli azzurri) e la “sospetta” presenza di una bandierina di Fratelli d’Italia. Lo sfascio delle coalizioni è servito. Il Pd è diviso in più parti ma anche il centrodestra esce a pezzi da questa svolta, con la Lega che dovrebbe far quadrato intorno al sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli, il quale, in quanto primo cittadino del capoluogo, sarebbe in effetti una scelta istituzionale e gli altri due partiti a tentare un accordo con uno dei pezzi Dem. Il resto delle componenti del cosiddetto “campo largo” basite rispetto a uno spettacolo che non le contempla. E’ un tutti contro tutti che allontanerebbe ancora di più la gente dalla politica se non fosse troppo lontana per assistere ancora a questo spettacolo effettivamente deprimente.
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