Il balzo che ha fatto l’inflazione ad ottobre, salita all’11,9% su base annua, porta gli esperti a vedere l’Italia in recessione per l’anno 2023. In attesa del prossimo report, è evidente che il carovita pesi considerevolmente su industrie, imprese, attività commerciali, artigianato.
Di riflesso, alla sofferenza dei diversi settori della struttura economica del paese, sono le famiglie ad essere costrette a fare i conti per arrivare a fine mese. L’effetto degli aumenti dei costi delle utenze e del carburante grava particolarmente sui consumi quotidiani. Come affronteremo il Natale? Sembrerebbe con tanti sacrifici: molte spese verranno rinviate oppure definitivamente accantonate. Si parte col rinunciare agli spostamenti, alle gite, ai viaggi: si trascorrerà più tempo a casa, le vacanze saranno più brevi, con destinazioni più economiche e non troppo lontano da dove si vive. I rincari costringeranno a posticipare gli acquisti nei negozi di elettronica ed elettrodomestici ma anche abbigliamento ed arredi. Più frugali i pasti fuori, si tagliano anche le spese per la cura della persona. In tanti rinunceranno ai regali di Natale ed al cenone di San Silvestro. Si sta attenti ai prezzi, compresi quelli di cibo e bevande: il prezzo è diventato un fattore di scelta primario rispetto alla stessa qualità del prodotto. Cambiano le abitudini, soprattutto nella fascia d’età compresa tra i 25/35 anni, si stanno diffondendo gli acquisti on-line con la formula “compri, ricevi subito, paghi dopo”, pure a rate, senza interessi, proposta da alcune applicazioni per gli acquisti digitali ma anche nei negozi tradizionali. Una frenata legittima, dovuta alla destabilizzante quanto crescente preoccupazione per il clima di incertezza che stiamo vivendo. In tutto ciò si delinea un dato allarmante, emerso già dal Rapporto BES, un’indagine condotta sul Benessere Equo e Sostenibile, certificata e pubblicata da ISTAT, che illustra il quadro dei principali fenomeni economici, sociali ed ambientali che caratterizzano il nostro Paese: oltre l’11% degli italiani rinuncia a fare visite specialistiche, non per la difficoltà di accesso ai servizi bensì per mancanza di soldi. Per effetto del carovita molti italiani rinviano oppure annullato definitivamente le spese mediche, dai controlli dal dentista all’intervento privato. Sara Pacitto
