ESCLUSIVA – Pasquale Luiso a cuore aperto: “Sora primo grande amore”

Alesssandro Iacobelli
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Pasquale Luiso in esclusiva a TG24. Il Toro di Sora si racconta tra progetti futuri e dolci ricordi del passato. Dalla cavalcata del magico Sora di mister Di Pucchio e del ds Frasca alle stagioni in Serie A con Vicenza e Piacenza, passando per la nuova vita da allenatore tra professionismo e settori giovanili. Un ritorno al timone dei bianconeri? Tutto è possibile.
Luiso e Sora: amore infinito. Il Toro e la città volsca ormai sono una cosa sola. In riva al Liri il bomber campano ha mosso i passi decisivi verso il grande calcio. Il Maestro Claudio Di Pucchio lo ha svezzato come un padre sul rettangolo verde. Nel 1992 il sogno diventa realtà: Luiso trascina i bianconeri al salto in Serie C2 dopo lo spareggio contro il Sulmona. L’appetito vien mangiando e domenica 27 giugno 1994 al Renato Curi di Perugia a cadere è la Turris nell’altro spareggio che lancia Giannichedda e compagni verso la C1. Luiso trasforma il penalty che scatena l’esultanza del popolo sorano. Da lì il centravanti spicca il volo verso lidi di spessore come Torino, Pescara, Avellino, Piacenza, Vicenza e Sampdoria. 161 reti complessivamente tra categorie professionistiche e dilettanti. Dal campo alla panchina il passo è breve. Luiso, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, opta per la carriera da allenatore rimanendo nel mondo che adora. Nel 2011 l’impresa alla guida, neanche a dirlo, del Sora. Il trionfo nel match decisivo contro il Frascati di Pochesci, nella cornice dello stadio Flaminio di Roma, riscrive la storia bianconera con la promozione in D. Successivamente altre esperienze a Vicenza, Trieste, Celano, di nuovo in biancorosso a capo della Primavera, e Fondi. Nella stagione attuale Luiso è il trainer della Primavera 3 della Juve Stabia. I giovani gialloblu nel fine settimana saranno impegnati nella sfida in casa della Fermana e hanno svolto nel pomeriggio odierno la rifinitura sul manto sintetico del Panico. Una tappa obbligata per il Toro di Sora.   “Nostalgia canaglia” cantavano Albano e Romina Power. Ai nostri microfoni Pasquale Luiso ha confessato di conservare nel cassetto il sogno, un giorno, di tornare al timone del club volsco. Al cuor non si comanda. Parafrasando Antonello Venditti: “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. La scelta della rifinitura al Panico… “Parlando con Cirelli si è aperta questa opportunità di svolgere la rifinitura prima della partita a Fermo di domani. Dovevamo fare il tratto e ne abbiamo approfittato per fare sosta e per far vedere Sora ai nostri ragazzi”. Cosa significa Sora per Luiso? “Io porto nel cuore questa città. La società bianconera mi ha lanciato nel calcio dei grandi e sono molto legato alla gente e a tutto l’ambiente. Ho formato qui una famiglia con mia moglie e un figlio. Seguo sempre con attenzione i risultati del Sora e ammiro con piacere il primato della squadra di Ciardi in Eccellenza. L’auspicio è che i colori bianconeri possano tornare presto nelle categorie che contano di più. Sapete il mio amore per la città”. I mitici anni ’90 in riva al Liri… “Quello fu davvero un periodo magico. Negli anni novanta del secolo scorso Sora era nell’occhio del ciclone sotto tutti i punti di vista, non solo in ambito sportivo. Si respirava un’aria elettrizzante per strada e la domenica allo stadio che si riempiva con migliaia di tifosi sugli spalti. Con Di Pucchio in panchina abbiamo iniziato un’epopea favolosa che in poche stagioni ci ha portato addirittura in Serie C1. Sono contento, fiero e orgoglioso di aver vestito questa maglia e di averla anche allenata dopo. Con il mister e i compagni abbiamo scritto la storia che nessuno dimenticherà”. Il Maestro dei maestri: Claudio Di Pucchio “Di Pucchio è stato un grande allenatore. Avrebbe potuto tranquillamente toccare livelli elevatissimi nella sua carriera. Ho avuto l’onore di giocare per un grande mister e un grande uomo. Ha saputo gestirmi dopo il primo anno complicato. Ha creduto in me sempre e comunque. L’ho sempre ringraziato e non smetterò mai di ripeterlo”. La cavalcata da tecnico del Sora “Conservo ottimi ricordi anche di quella esperienza. Siamo partiti per salvarci in Eccellenza il primo anno. La stagione successiva abbiamo vinto lo spareggio col Frascati al Flaminio festeggiando la promozione in Serie D. Dopo mi sono dimesso perché volevo continuare a vincere ma non mi è stata data l’opportunità. Sono passati 11 anni, speriamo che il Sora torni a vincere con Palma Presidente e Ciardi in panchina”. Luiso tornerebbe un giorno al timone dei bianconeri? “Adesso mi godo questi ragazzi che alleno a Castellammare di Stabia. Amo guidare i giovani e voglio completare un percorso con le nuove leve. L’ambizione futura, se qualcuno dovesse darmi l’opportunità, di salire in Serie C. Sento la massima stima dei ragazzi, dello staff e della società della Juve Stabia. Poi… nella vita non mai dire mai. Al Sora non si dice mai di no”. Sul tema della valorizzazione dei giovani nel calcio italiano “Personalmente credo tantissimo nei giovani. Se sei bravo devi giocare. La mancata qualificazione ai prossimi Mondiali è qualcosa di strano senza dubbio. Per la seconda volta non andremo alla competizione più importante per le nazionali. Detto ciò, io sono dalla parte dei ragazzi di talento. Se sono bravi bisogna assolutamente buttarli dentro per testare le loro potenzialità al di là della data di nascita”. Alessandro Iacobelli
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