In quella che potremmo chiamare “terza repubblica”, uno dei segni distintivi rispetto ai periodi precedenti è nella perenne campagna elettorale dei partiti, dei movimenti e delle compagini civiche. Una caratteristica che deriva principalmente da un fattore comune: l’instabilità di chi è chiamato a governare un territorio. Legislature con triplici cambi di maggioranza (come quella appena conclusa), consiliature mozzate, scandali e inchieste giudiziarie che ne decretano la fine anticipata. Insomma una corsa frenetica allo scranno più alto che inizia pochi giorni dopo il voto!
Anche nella città termale il clima non è diverso rispetto agli ottomila comuni italiani. In primavera i fiuggini saranno chiamati ad eleggere il nuovo sindaco e una nuova maggioranza. Fino a qualche giorno addietro il panorama politico rispecchiava esattamente l’attuale quadro nazionale: una maggioranza solida (in cinque anni non si è registrata nessuna dimissione) e le opposizioni divise sulla programmazione dei prossimi cinque anni. Un’architettura che però sembra essere superata nelle ultime ore, considerato che a distanza di ben tre anni le opposizioni sono tornate a dialogare. Un gelo iniziato nel lontano 2016, quando, l’ex giunta Martini, eletta appena un anno prima, andò in crisi. A seguire le dimissioni e nel 2017 l’arrivo del commissario prefettizio. Nel 2018 la corsa solitaria della Fiuggi Civica (Fabrizio Martini) e della Fiuggi Viva (Martina Innocenzi) che sfiorò la vittoria finale. Nei quattro anni successivi le opposizioni sono state quasi ibernate nei propri contenitori: le votazioni in Assise e le diverse vedute sui temi centrali del paese ne sono la più palese dimostrazione. Oggi – ed è la novità dell’ultima ora – le due minoranze tornano a dialogare. Un primo passo importante per cercare di togliere la poltrona di sindaco ad Alioska Baccarini. Naturalmente si tratta di un’operazione politica difficile, complessa e lunga, perché per risanare alcune ferite serve pazienza e soprattutto servirebbe chiudere nel dimenticatoio quelle frizioni personali che si trascinano da molti anni. Politicamente parlando, invece, il tentativo è quello di costruire una larga coalizione nella quale possano confluire il Partito Democratico e le forze civiche, anche in un’ottica di sostegno alle candidature regionali. Nello scacchiere che si profila avranno un ruolo determinante anche l’ex movimento civico della Fiuggi per Fiuggi, che oggi ha trovato casa nel terzo polo di Calenda: dirigenti che già si sono tirati fuori da “qualsiasi ipotesi di intesa – spiegano – che possa lontanamente riproporre un’alleanza elettorale come quella del 2015”. Marco Ciancarelli
