Si è tenuto nella mattinata odierna, presso Palazzo Boncompagni di Arpino, il terzo ed ultimo appuntamento della prestigiosa iniziativa “Certamenten Ciceronianum Arpinas – Progettare la Pace”.
Un evento che vuole richiamare alla Pace tra i popoli, in uno spirito condiviso di uguaglianza e tolleranza tra le comunità mondiali. Non esistono conflitti, di qualsiasi natura, che siano giusti: ogni guerra è, a tutti gli effetti, una sconfitta sociale. Nel video i momenti salienti del prestigioso evento e gli interventi al microfono per TG24.info

Per promulgare la pace è fondamentale la cultura, la quale favorisce nuove conoscenze ed il dialogo tra culture diverse. Non è casuale che questa delicata tematica venga dibattuta nella Patria di Cicerone, tra i primi nella sua “attività forense” a tradurre ed a fare requisitorie per promuovere l’intesa tra i popoli.

All’evento, organizzato dalla Città di Arpino e dal Centro Studi Umanistici “Marco Tullio Cicerone” e patrocinato dalla Regione Lazio e dal Comune di Arpino, tra gli ospiti il Rabbino Capo di Roma, Rav Riccardo Di Segni, Renato Rea, Sindaco di Arpino, Niccolò Casinelli, Delegato alla Cultura del Comune di Arpino, Clelia Piperno, Direttrice Progetto Traduzione Talmud Babilonese, Mario Patrono, Consigliere di Amministrazione Progetto Traduzione Talmud Babilonese e Alessandro Finazzi Agrò, Consigliere di Amministrazione Progetto Traduzione Talmud Babilonese.
Il Talmud Babilonese è uno strumento per promulgare la Pace «Nessuna società può esistere senza la legge, nessuna legge può ignorare le esigenze di

popoli diversi. La pace di basa sull’eliminazione della diffidenza nei confronti di chi non si conosce, altrimenti si diventa ostili, viene a mancare il dialogo. La “diversità” non è un rischio ma un potenziale aggiunto. Il Talmud riflette anche su questi temi. La vita umana è un valore fondamentale, che ha prevalenza su tutto, per cui va rispettata. Lo studio è costruzione di Pace, noi siamo costruttori di Pace», così il Rabbino Capo di Roma Rav. Riccardo Di Segni.
Soddisfazione del sindaco della città di Arpino Renato Rea «Da 41 anni il Certamen Ciceronianum Arpinas riunisce ad Arpino studenti e docenti di ogni parte d’Europa, per sviluppare un concetto di socialità, che si estende al concetto di pace. È opportuno far capire che non è con la forza delle armi quanto con la forza della cultura, del confronto, della tolleranza, del rispetto reciproco, anche delle idee contrapposte, che si può arrivare a costruire dei progetti duraturi. Detto ciò, il Certamen è sicuramente uno strumento di divulgazione della pace».
Così il consigliere comunale con delega alla Cultura Niccolò Casinelli «Nei rispettivi tre eventi del progetto “Certamenten Ciceronianum Arpinas – Progettare la Pace” la città di Arpino ha accolto personaggi illustri, per confrontarsi e sensibilizzare sulla tematica della pace. È stato interessante oggi, insieme ai nostri ospiti, verificare come certi concetti, certi valori, attraversino i tempi e continuino a costituire le fondamenta di un percorso di costruzione e di mantenimento della Pace. La città di Cicerone non può porsi limiti se è la città di Cicerone: il messaggio che parte da Arpino sicuramente dà il suo contributo e partecipa alla vocazione universitaristica che Arpino ha insita e che L’Amministrazione Comunale e le associazioni attive devono necessariamente aver presente nell’opera di promozione e di diffusione del suo patrimonio culturale».
Sara Pacitto