FOCUS – Covid, il 33,3% dei pazienti ricoverati nelle terapie intensive è no vax

Alessandro Andrelli
3 MIn Lettura
Secondo i dati Fiaso, il 33,3% dei ricoverati Covid nelle terapie intensive è no vax.

Con i dati aggiornati al 25 ottobre, la rete di ospedali sentinella, rende noto che nei reparti ordinari la quota dei non vaccinati è pari al 20%. La restante parte di ricoverati, invece, è vaccinata da oltre 6 mesi e sprovvista della quarta dose. Viene confermato il dato sui pazienti fragili: circa il 90% di coloro che hanno contratto l’infezione da Sars-Cov-2 e si trovano in ospedale è affetto da altre patologie. Notizia buona è che dopo quattro settimane consecutive di crescita diminuisce il numero di ricoverati Covid. Secondo i dati la diminuzione riguarda però solo i ricoverati “Con Covid”, ovvero quei pazienti trovati incidentalmente positivi al tampone pre-ricovero ma in ospedale per curare altre patologie, (- 14,4%) mentre i “Per Covid”, che hanno sviluppato sindromi respiratorie e polmonari, aumentano di 10 unità (+4,7%). Fiaso informa che nonostante la dovuta precisazione, l’andamento generale appare tendente al ribasso, anche se andrà osservato lo sviluppo nelle prossime settimane per poterne chiarirne l’esatta dinamica. Nei reparti Covid ordinari si registra un calo del 6,8% , mentre nelle terapie intensive si trova una nuova oscillazione dei casi con un aumento di poche unità, della stessa misura della diminuzione osservata la scorsa settimana. Le proporzioni di non vaccinati sono in crescita sia nelle terapie intensive, pari al 33,3% , che nei reparti ordinari dove la quota di no vax è pari al 20%. La restante parte di ricoverati, invece, è vaccinata da oltre 6 mesi e sprovvista della quarta dose. Viene confermato, inoltre, il dato sui pazienti fragili: circa il 90% di coloro che hanno contratto il virus e si trovano in ospedale è affetto da altre patologie e avrebbe quindi, in quanto soggetto a rischio, dovuto proteggersi attraverso il vaccino. L’età media dei non vaccinati in rianimazione è pari a 77 anni. “La situazione negli ospedali è di sostanziale stabilità, ma il pericolo di una nuova ondata non è escluso. Occorre mantenere alta l’attenzione e monitorare l’insorgenza e la diffusione di nuove varianti e nel frattempo proseguire con la campagna vaccinale per la quarta dose ad anziani, immunocompromessi e più in generale fragili con altre patologie, donne incinte – dichiara il presidente di Fiaso, Giovanni Migliore -. Attualmente, infatti, solo il 30% della platea di destinatari della seconda dose booster è protetto perché ha ricevuto la somministrazione della quarta dose o perché ha contratto l’infezione: si tratta di una percentuale ancora molto bassa”. Anna Ammanniti
Condividi questo articolo
Nessun commento