L’anziana signora, recatasi al cimitero facendosi accompagnare dalla nipote per controllare che tutto fosse a posto soprattutto nell’imminenza del 2 novembre, ha rischiato di doverci rimanere.
Sul loculo prenotato da tempo, posizionato accanto a quello che ospita la salma del defunto marito, c’era affisso un cartello con la scritta “loculo acquisito a carattere temporaneo con ordinanza sindacale n. 32/2022”. Antefatto: nonostante il numero di decessi per morte naturale fosse ormai ampiamente prevedibile, il Comune si trova di nuovo a corto di loculi, costretto ad emanare l’ordinanza 32 che recita “il Comune ha il dovere istituzionale di garantire il servizio di tumulazione ed inumazione; il servizio Patrimonio ha comunicato che la disponibilità di loculi liberi è terminata per cui esiste una grave carenza di loculi disponibili per la sepoltura delle salme; dato che nel Cimitero Comunale sono presenti diversi loculi vuoti, concessi per future tumulazioni e per trasferimenti di salme, mai avvenuti, o di cui si sta verificando la titolarità della concessione che potrebbero essere requisiti e destinati a tumulazioni provvisorie, in attesa della costruzione del nuovo blocco … la requisizione è necessaria, al fine di consentire una sistemazione confacente al decoro e al sacro rispetto per i defunti, a salvaguardia de1l’igiene pubblica, e quindi, a salvaguardia della pubblica e private incolumità; l’utilizzo dei loculi ha carattere prettamente temporaneo, per cui appena superata l’attuale emergenza i relativi loculi dovranno esser restituiti ai legittimi proprietari; eventuali danni causati dalle operazioni, saranno a carico del Comune”. Quindi il sindaco “ordina l’immediata requisizione, in via contingibile ed urgente, ed a titolo temporaneo dei loculi nel Settore E concessi e non occupati da salma o di cui si sta verificando la esistenza di un titolo concessorio. La suddetta requisizione ha carattere temporaneo a causa della carenza di loculi e fissata con i1 presente atto a1 30.09.2022 fatta salva la possibilità di reiterazione fino alla cessazione della fase di emergenza”. Una situazione incresciosa, dovuta forse alla mancanza di programmazione e forse di attenzione verso una delle problematiche più serie ed annose. E.C. (foto: repertorio)
