Iniziativa del Sindaco Maurizio Cianfrocca che raduna tutti i Primi cittadini del comprensorio per arrivare ad un documento unitario da sottoporre con la giusta forza alla dirigenza Asl.
Dopo anni di quiete si torna a parlare con forza del nosocomio alatrense che, da diversi anni, fa parte di un polo unico con lo Spaziani di Frosinone per il quale ha gestito tutto ciò che non era Covid durante la fase acuta della pandemia. Sacrifici di personale medico e infermieristico da tutti riconosciuti ma che, si teme, non verranno riconosciuti al momento della stipula del nuovo piano di riorganizzazione della Asl. Il sindaco Cianfrocca, in realtà, si è mosso da subito incontrando il vecchio D.G., la d.ssa D’Alessandro e, al subentro, anche il nuovo Direttore generale, D’Aliquò, e continua i contatti costanti con la Asl. Ma per arrivare a parlare con una voce unitaria al territorio serviva una mossa corale e per questo il Primo cittadino di Alatri ha convocato, come promesso, tutti i sindaci del comprensorio nord della provincia che gravitano sul San Benedetto presso la sala consiliare domani mattina, con l’auspicio di poter redigere un documento finale con proposte e richieste unitarie da sottoporre alla Asl. Sul tema arriva anche l’intervento dell’ex consigliere comunale Maurizio Maggi che afferma: “Dopo anni di lotte e di conquiste, bipartisan, fatte per difendere una struttura di eccellenza come l’ospedale San Benedetto, oggi sembrerebbe che tutto possa essere rimesso in discussione. E’ possibile che non si riesca a capire, o fa comodo evitare di capire, la grande utilità che il nostro nosocomio ha per tutta l’area nord del nostro territorio, oserei dire dell’intera provincia? Mai avremmo pensato di rimettere in discussione il nostro Ospedale soprattutto dopo i grandi risultati ottenuti durante l’emergenza Covid. L’intera struttura, grazie al lavoro straordinario di tutto il personale, è riuscita a far registrare nell’ultimo periodo numeri da record: 3000 interventi chirurgici, 20.000 accessi al Pronto soccorso, 80% delle fratture di femore operate entro 48 ore. Eppure siamo qui ancora una volta a difendere quello che invece dovrebbe essere naturale (se un ospedale funziona e da risultati va mantenuto anzi va potenziato) invece No!! Ci giungono voci che qualcuno da Frosinone ventila accorpamenti e migrazioni di due o tre reparti. Ma allora il Polo Unico era un imbroglio? Qual è il motivo di reclamare reparti a Frosinone quando lo spazio è insufficiente e si potrebbero sviluppare reparti ben fatti da una parte e dall’altra? La tensione è molto alta, l’ospedale San Benedetto va difeso ad ogni costo, lo dobbiamo fare, non per campanilismo, ma per difendere una struttura efficiente con grandi professionalità e capacità. In questi giorni anche il Comitato San Benedetto è tornato a farsi sentire, lo aveva già fatto in passato al fianco di Sindaci ed amministratori di tutto il territorio”, conclude. Andrea Tagliaferri
