“Un modo speciale per ricordare Willy Monteiro, il ragazzo ucciso due anni fa a Colleferro dalla violenza, dal razzismo, dalla cultura dell’odio. Una uccisione che ha avuto una grande eco in tutta Italia e come ricordiamo bene, anche nella nostra città, purtroppo. Nasce a San Bartolomeo dunque la casa di Willy, un centro di aggregazione giovanile per dare una risposta forte al bisogno di socialità che investe soprattutto i ragazzi”. Così sulla pagina facebook istutizionale il sindaco di Cassino, Enzo Salera.
“Da qualche giorno, infatti, sono stati avviati i lavori che porteranno alla realizzazione de “La Casa di Willy”: espletati gli adempimenti burocratici, è infatti iniziata l’attività di sistemazione della struttura che ha avuto diverse destinazioni da quando è nata. Un tempo appendice della nuova Chiesa di San Bartolomeo a disposizione dei giovani del quartiere, poi, per pochi mesi, sede della Polizia Locale ma mai utilizzata per la nota carenza di personale del Corpo, infine centro anziani, prima di essere occupata abusivamente e poi abbandonata. Il progetto, fortemente voluto dalla nostra amministrazione, punta a far divenire l’immobile un centro di aggregazione giovanile, “La Casa di Willy” appunto, la cui gestione sarà affidata ad operatori del Terzo Settore tramite un avviso pubblico. Una realtà che potrà favorire il processo di integrazione tra i ragazzi del quartiere. Vogliamo infatti che il Centro si faccia promotore di tante nuove attività rivolte ai ragazzi: laboratori, giochi, sostegno scolastico, inviti alla lettura, educazione all’uso dei new media ma anche gioco libero. Il tutto per coinvolgere i ragazzi del quartiere, per rendere più felice ed interessante, stimolante, un tempo libero spesso fatto solo di telefonini e poco altro. L’obiettivo è inoltre coinvolgere una rete di realtà con esperienza nel campo dell’educazione, anche eventualmente con la collaborazione dei tanti gruppi della parrocchia di San Bartolomeo, in un quartiere complesso in cui, un passo alla volta, stiamo cercando di restituire dignità e servizi più efficienti. Perché dal drammatico episodio successo a Willy possa invece nascere una occasione generativa, creando così condizioni migliori di vita per le giovani generazioni, soprattutto in territori complessi e di periferia”.
